NON HO DIFETTI, SOLO UN VIZIO

Solo qualche anno fa entrava in vigore la legge “del respiro”: divieto di fumare nei locali, negli uffici pubblici e nei luoghi chiusi aperti al pubblico. Un respiro di sollievo, quello sì, lo hanno tirato i non fumatori, salvati e tutelati finalmente da uno Stato che fino a quel momento sulle sigarette ci aveva solo guadagnato.
Il monopolio sui tabacchi ha una storia che si perde nella notte dei tempi, ma la tassazione sul monopolio è del 13 luglio 1965: da quel giorno infatti “i prodotti oggetto di monopolio di Stato sono stati assoggettati al regime di imposizione fiscale”. In poche parole vuol dire che il costo delle sigarette aumenta non perché il produttore alza il prezzo, ma perché lo Stato aumenta le tasse su quel prodotto. Così, a differenza di quanto accade per la benzina i cui aumenti dipendono da vari fattori (il prezzo del barile, le importazioni, le compagnie petrolifere), per le sigarette gli italiani sanno con chi prendersela. Ma mentre ci si chiede se sia giusto detenere un’esclusiva sul fumo che porta molto guadagno alle casse dello Stato e quindi condannare i consumatori di quel prodotto, allo stesso tempo ci si sorprende per i proclami sul “giro di vite” che periodicamente i governi sbandierano ai quattro venti per contenere i danni che il fumo provoca. La più recente proposta trasversale che ha sorpreso anche i non fumatori è quella a cui il Parlamento sta lavorando in questi giorni: vietare il fumo anche negli spazi all’aperto e nelle aree esterne di pertinenza di scuole, università, ospedali, bar e ristoranti. Il divieto dovrebbe valere anche per i luoghi di assistenza e cura. Immaginatevi quindi tutti i luoghi possibili: sarà vietato fumare anche lì. Una modifica proposta dall’Italia dei Valori estende lo stop alle bionde anche per chi è alla guida di veicoli. E’ previsto anche il divieto di acquisto e di consumo di prodotti da tabacco per i minori di 18 anni: una normativa questa sui minori che è già esistente per i minori di 16 anni che è di frequente ignorata dai commercianti: proprio per loro sono previste pesanti multe per i trasgressori: da 250 a 1.000 euro di multa e sospensione di un mese della licenza.
I distributori automatici dovranno avere un sistema per identificare l’età di chi acquista le sigarette. Il divieto di fumo, nel disegno di legge firmato da Ignazio Marino (Pd) e Antonio Tomassini (Pdl), è in esame nella commissione Igiene e Sanità del Senato, un iter per cercare di arrivare all’approvazione in tempi rapidi. Novità anche per i pacchetti di sigarette e sigari: al massimo potranno contenere dieci pezzi.
Saranno allegati inoltre, obbligatoriamente, foglietti illustrativi, come avviene per i farmaci in cui si indicheranno le sostanze ed effetti pericolosi per i consumatori.
Il disegno di legge prevede poi un fondo per la prevenzione e la riduzione dei danni da tabagismo, con corsi obbligatori per i medici e tutto il personale pubblico. Ad alimentarlo sarà anche un aumento del 10% delle accise sui prodotti da tabacco. Nella convinzioni di chi propone ovviamente il fine di questi provvedimenti non è la guerra ai fumatori ma la tutela della Salute di quelli che non fumano: con la speranza che chi fuma ne tragga vantaggio anche per la propria salute, interrompendo il prima possibile questo quotidiano suicidio.
Mario STEFANELLI