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Moretto, occhio azzurro e aria sbarazzina così giusta da piacere alle nonne, alle mamme ma soprattutto  alle figlie il giovanissimo Lorenzo Monaco dopo esser entrato nelle nostre case dalla finestra della pubblicità televisiva ora suona alle nostre porte con educazione proponendosi come attore cinematografico. Sentiamo cosa ci racconta di sé.

Quando è nato in te il desiderio di entrare a far parte del mondo dello spettacolo?

È nato semplicemente dalla voglia di fare questo mestiere, dalla passione infinita che ho sempre avuto sin da piccolo. Questa passione nacque quando vidi un film , profumo di donna con Al Pacino, e incantato del suo personaggio mi girai e dissi a mia mamma che volevo fare l’attore.

Hai compiuto un corso di studi classico e sei laureato in Farmacia: i tuoi genitori come hanno preso la tua scelta?

All’inizio come tutti i genitori, con aria di diffidenza non essendo questo un lavoro sicuro; poi vedendomi lavorare si sono ricreduti e adesso sono i miei primi fan. La laurea sicuramente è una cosa importante, ti da una certa sicurezza mentale, e devo ringraziare loro che mi hanno convinto a finire gli studi.

E’ più importante frequentare una scuola di recitazione o fare la cosiddetta gavetta in qualche compagnia teatrale?

A parer mio bisogna fare tutte e due le cose, in modo costante perché un attore non deve mai smettere di studiare. La scuola di recitazione ti da le basi, la struttura, mentre la gavetta è un modo di mettere in pratica quello che hai imparato e di sperimentare nuove cose.

Teatro, pubblicità, televisione, cinema: hai avuto la possibilità di sperimentarti in tutti e quattro questi campi nonostante tu sia giovanissimo. Quale di essi trovi a te più congeniale?

Quello che amo di più in assoluto: il cinema. La possibilità di poter vivere altre vite, affrontare personaggi totalmente diversi da te, la spontaneità, la naturalezza. Il cinema è un mondo pieno di fantasia, ma anche di diverse realtà.

Quando una ragazza conosciuta da poco ti chiede che mestiere fai, cosa le rispondi?

Semplice, “faccio l’attore”.

Quanto credi che influisca nel rapporto con la gente, l’essere personaggio di spettacolo?

Credo che dipenda dal fatto di che tipo di personaggio sei e come ti rapporti con le persone non facendogli pesare la tua popolarità, e soprattutto l’umiltà. Vede l’umiltà è stata la prima cosa che mi hanno insegnato perché senza quella è come se fossi una macchina sportiva senza le chiavi per poterla mettere in moto.

C’è un’opera teatrale che speri un domani di poter interpretare?

Riccardo III.

Ed una sceneggiatura?

Un film stile Tim Burton, un personaggio immaginario, strambo insomma bartoniano. Amo i suoi film ed amo il suo modo di fare cinema.

Hai da poco terminato di interpretare da coprotagonista il film LA CANARINA ASSASSINATA di Daniele Cascella la cui uscita nelle sale è prevista nel prossimo autunno. Sotto che aspetto ti senti arricchito da questa esperienza?

Soprattutto sotto l’aspetto professionale, perche Daniele è un regista molto amico degli attori , li segue passo dopo passo finchè non sei il personaggio. Sono cresciuto anche a livello emotivo e di vita, è un’esperienza da fare sicuramente.

La scorsa primavera sei stato tra i protagonisti di FRIENDS una delle commedie più seguite dai giovani, all’interno della quale ballavi e cantavi oltre che recitare: ti senti portato verso i musical?

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Assolutamente sì è un’esperienza che da sempre voglio fare e spero un giorno che mi venga data la possibilità.

Ci sono in vista nuovi progetti per la prossima stagione teatrale?

Riprenderò Friends, e poi continuerò ad esibirmi con il mio gruppo teatrale “I pari&sipari”

Come trascorrerai l’estate?

Per la prima volta farò l’esperienza nell’animazione, credo che sia un modo di poter sperimentare tante idee e di crescere sia a livello professionale che emotivo.

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