Laura Rampini

Laura Rampini

A volte la vita fa strani scherzi: ti fa nascere bella, allegra, simpatica, per tutti estremamente fortunata visti il lavoro che va discretamente e la famiglia modello “mulino bianco” che ti sei costruita. Poi un giorno così, di botto, sembra che si riprenda tutto quasi a sfidarti e a metterti alla prova. E ti ritrovi a chiederti il perché di quella sedia a rotelle che ti accompagna dappertutto. Ma guardandola e riguardandola accetti quella altissima sfida.

Questo è in breve quello che è successo a Laura Rampini. Il resto glielo lasciamo raccontare personalmente.All’età di 22 anni hai subito un gravissimo incidente che ti ha costretta a vedere il tuo futuro legato ad una sedia a rotelle: in cosa hai trovato la forza di andare avanti?

La forza l’ho trovata in me stessa, nessuno può aiutarti in questo!!! Le motivazioni esterne sono un mezzo importante ma la forza di metterti in gioco, di ricominciare a vivere, di confrontarti con un mondo che non senti più tuo perché non lo puoi più vivere come prima, devi trovarla dentro di te.

Quale è stata la reazione dei tuoi cari nel vedere che a tutti i costi lottavi per condurre una vita da abile?

All’inizio c’è stata una iper protettività dovuta alla paura che potesse succedermi qualcosa…. Sembrava quasi che io non avessi più il diritto di vivere come volevo solo perché avevo una carrozzina… Poi si sono abituati al mio voler vivere…mi sono dovuta imporre, litigare per far capire che le loro erano solo paure dettate dall’amore nei miei confronti, dal dolore nel vedere che non ero più la stessa. Ho dovuto far capire loro che il mio cuore e la mia testa erano rimaste le stesse di prima con gli stessi pensieri, desideri, la stessa voglia di fare cose…..ho fatto capire loro che io volevo il massimo da me stessa e dovevo farlo per vivere serena….se il mio massimo è cento io non ho voluto accontentermi nemmeno di 99 ma ho lottato per ottenere 101….e loro con il tempo si sono arresi anche se ancora i miei genitori non si rassegnano e continuamente devono dire la loro…ma sono genitori con le loro preoccupazioni ed è giusto che sia così!!!!!

Quale è stata la barriera più alta che ti sei trovata ad abbattere?

La barriera più alta all’inizio è stato il confronto con gli altri, soprattutto con le persone che conoscevo perché apparivo ai loro occhi come una povera ragazza sfortunata e facevano fatica ad accettare di vedermi diversa….all’inizio la sofferenza ti porta a non essere più come sei….c’è un periodo nel quale devi capire bene cosa ti è successo e devi fare i conti con un passato che non tornerà, un presente che ti fa male ed un futuro che sembra improvvisamente impossibile programmare e sognare…poi ti rendi conto che la voglia di vivere è talmente tanta che ti aiuta a ricominciare e gli altri iniziano a vedere che vivi, vivi serena, vivi una vita normale ma con l’uso della carrozzina e così ti ritrovi improvvisamente nel tuo mondo con le persone che vedono te e non la tua carrozzina

Nel 2005 hai fondato un’associazione per combattere la disabilità: cosa ti ha spinta a farlo?

Ho fondato l’Associazione liber-HAND-o dopo aver fatto il primo lancio tandem in paracadute….sono amante del volo da sempre, un’emozione unica che da subito ho sentito di voler condividere con altri ragazzi. Vorrei poter far qualcosa per tutti quei ragazzi che se ne stanno chiusi a casa. Tra le mura domestica ci si costruisce un mondo perfetto fatto a misura di carrozzina e si aprono finiste sul mondo attraverso internet,ma la vita, la vita vera è fuori, con i suoi ostacoli e le sue difficoltà, la vita vera è proprio in mezzo alla gente ed io attraverso le attività dell’associazione vorrei lanciare il messaggio che nulla è impossibile, basta crederci e credere nelle proprie capacità. Se io faccio cose non è perché sono più brava di altri ma perché si possono fare…e le possiamo fare tutti!!!

Come si avvicinano a te i tuoi associati?

Ci sono ragazzi interessati che mi trovano attraverso il sito ma la maggior parte li cerco io….ci conosciamo, ci facciamo domande reciproche, instauriamo un rapporto umano come in tutti i rapporti umani e facciamo cose insieme….soprattutto si cerca il divertimento!!!!

Dal tuo incidente ad oggi, quanto è cambiata la condizione di un disabile?

13 anni fa i pregiudizi erano tanti da parte del cosiddetto normodotato ma soprattutto c’era una chiusura anche da parte di noi disabili…negli anni il disabile si è sempre più avvicinato al normodotato e viceversa….è importante il modo nel quale ci si relaziona…se noi disabili ci relazioniamo in maniera tale da mettere il nostro interlocutore nelle condizioni di essere libero e sereno la carrozzina di certo scompare ed il rapporto è un rapporto alla pari….

Quali pensi siano oggigiorno le maggiori difficoltà che incontra un disabile nella quotidianità?

Le difficoltà non potranno essere annullate come non si annullano per il resto delle persone che seppur non hanno difficoltà oggettive o problemi visibili hanno comunque le loro sofferenze e i loro disagi. Le difficoltà rimangono le stesse anche se sono tanto migliorate….le barriere architettoniche e morali

Tu hai due figli: pensi che per loro avere una mamma sulla sedia a rotelle possa essere un “problema”davanti ai loro coetanei?

I miei figli sono stati sempre orgogliosi della loro mamma…mai una volta hanno manifestato disagio…mai una volta hanno rifiutato un bacio difronte ai loro amici….loro parlano sempre di me anche nei temi a scuola…mi aiutano e lo fanno sempre con naturalezza….il loro modo di essere è quello di bambini che hanno una mamma che cammina.

Sei già stata campionessa di sci per la categoria sitting; ti lanci in tandem con il paracadute: quale sarà il tuo prossimo passo?

Il mio prossimo obiettivo è diventare paracadutista….paracadutista vera….e poter così realizzare un sogno di tutta la vita…

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