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	<description>il free press della capitale</description>
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		<title>deodorante quale scegliere?</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 11:49:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[QUANDO TI AVVICINI SENTO UN SENSO CHE… COME REGOLARCI PER LE OFFERTE DI PRODOTTI DEODORANTI IN BASE ALLE NOSTRE ESIGENZE Nel periodo estivo, con il caldo e l’umidità, è ancora più necessario utilizzare prodotti efficaci e contemporaneamente non nocivi per deodorare la nostra pelle. Le ghiandole che producono le secrezioni cutanee sono di due tipi: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="deodorante quale scegliere?"><img class="alignnone size-medium wp-image-1105" title="benesere1_555x228" src="http://www.domenicaroma.it/wp-content/uploads/2010/08/benesere1_555x228-300x123.jpg" alt="" width="300" height="123" /></a></p>
<p>QUANDO TI AVVICINI SENTO UN SENSO CHE…</p>
<p>COME REGOLARCI PER LE OFFERTE DI PRODOTTI DEODORANTI IN BASE ALLE NOSTRE ESIGENZE</p>
<p>Nel periodo estivo, con il caldo e l’umidità, è ancora più necessario utilizzare prodotti efficaci e contemporaneamente non nocivi per deodorare la nostra pelle. Le ghiandole che producono le secrezioni cutanee sono di due tipi: ghiandole “ sebacee” e ghiandole “ sudoripare”. Il sebo ha una composizione estremamente variabile a seconda dell’età, del sesso e dell’incidenza ormonale ma comunque contiene sempre trigliceridi e acidi grassi liberi che possono ossidarsi e irrancidire partecipando all’insieme dell’odore corporeo.</p>
<p>Il sebo costituisce un veicolo di odore che permette il riconoscimento sessuale, infatti i “feromoni”, sostanze volatili secrete dalla pelle dei mammiferi, provengono in parte dalle ghiandole sudoripare ed in parte dal sebo. L’igiene eccessiva e l’uso di sostanze deodoranti e profumanti, può provocare una vera e propria distruzione di questo apporto odoroso con possibili conseguenze negative anche nella sessualità e nei rapporti fra le persone, spesso inconsciamente regolati proprio da quell’insieme in definitiva affascinante che è l’odore dell’uomo. Il sebo ha comunque anche una funzione lubrificante, protettiva e antimicrobica. Le ghiandole “sudoripare” sono circa 3 milioni nel nostro corpo e si dividono in “eccrine” ed “apocrine”. Le eccrine sono distribuite in tutto il corpo e sono presenti sin dalla nascita. Servono principalmente alla “ termoregolazione”, cioè espellendo liquidi dal nostro corpo contribuiscono a diminuirne la temperatura quando il caldo è eccessivo, e, insieme alle ghiandole sebacee, producono le sostanze che proteggono la nostra pelle. Queste ghiandole rispondono anche a stimoli psichici, emozionali e gustativi; è tipico l’aumento della sudorazione in corrispondenza di un aumentato livello di adrenalina. In realtà le ghiandole eccrine secernono solo acqua e sostanze idrosolubili, quindi il loro sudore è un liquido incolore, lievemente opalescente, con odore peculiare ma non particolarmente sgradevole, con ph acido a causa dell’acido lattico che contiene. Invece le ghiandole “apocrine”, pur già preformate, iniziano a funzionare solo con la pubertà e si trovano solo in determinate zone del corpo: ascelle, areola mammaria, zona inguinale e perianale, condotti uditivi e palpebre. Queste ghiandole costituiscono un carattere sessuale secondario ed hanno una funzione importante nel richiamo e nell’attrazione sessuale. Sono più sviluppate nella donna che nell’uomo e nella donna subiscono cicliche modificazioni in concomitanza con le mestruazioni. Nei periodi di stress o di eccitazione emotiva queste ghiandole secernono maggiormente. Il loro sudore, insieme ad acqua e sali, contiene anche ferro, sostanze azotate e grasse e cellule in disfacimento. Si presenta come un liquido viscoso e lattiginoso ed ha un odore più marcato. Una tale miscela di sostanze costituisce un eccellente terreno per i batteri. Già il sudore apocrino fresco possiede un lieve odore, diviene però molto forte dopo che è avvenuto l’intervento microbico. E’ dunque soprattutto sul sudore apocrino che vanno dirette le varie pratiche igieniche e deodoranti. Il primo, logico e semplice mezzo di prevenzione è costituito dalle normali e quotidiane pratiche igieniche di detergenza. Lo scopo dell’igiene è quello di evitare la proliferazione dei batteri rispettando però la flora microbica che vive normalmente sulla nostra pelle per proteggerla dai germi patogeni.</p>
<p><strong>DUNQUE QUALE DEODORANTE SCEGLIERE?</strong></p>
<p>Esistono vari tipi di sostanze deodoranti:</p>
<p>1 &#8211; gli “antimicrobici”: distruggono drasticamente le colonie di batteri.</p>
<p>2 &#8211; gli “antitraspiranti”: agiscono a livello delle secrezioni diminuendone la quantità. Si riduce così  la percentuale di umidità stagnante e quindi la quantità di materiale degradabile da parte dei batteri. A differenza dell’Europa dove i prodotti deodoranti sono i preferiti, negli USA il mercato degli antitraspiranti è 3 volte superiore a quello dei deodoranti. Le sostanze più usate sono i sali di alluminio. Questi formano una specie di rete sul foro d’uscita della ghiandola riducendo così il flusso della traspirazione. Inoltre quasi tutti i sali di alluminio posseggono anche proprietà antimicrobiche.</p>
<p>3 &#8211; sostanze a semplice azione batteriostatica: sono sostanze che impediscono una eccessiva proliferazione dei microbi senza distruggerli totalmente. La loro azione temporanea inibisce ma non distrugge  la flora microbica che, in definitiva, è una amica della pelle. Molti oli essenziali hanno da sempre costituito un mezzo efficace e spesso gradevole di deodorazione, con la caratteristica di impartire per di più una nota aromatica spesso gradevole. Gli oli essenziali più efficaci sono quelli di rosmarino, timo, garofano e cannella.</p>
<p>4 &#8211; sostanze che assorbono gli odori attraverso procedimenti chimici. Praticamente inglobano le molecole odorose provenienti dalla degradazione delle secrezioni non consentendo così di percepire gli odori sgradevoli.</p>
<p>Ovviamente molti prodotti usano in combinazione le varie sostanze. Sotto qualunque aspetto li si voglia considerare tutti comunque interferiscono con i normali processi fisiologici della cute e devono di conseguenza sottostare a tutte le norme legislative, chimiche e cliniche che consentono di valutarli e di prevenire così irritazioni e sensibilizzazioni. A noi la scelta: una migliore conoscenza ci permetterà di districarci tra le innumerevoli offerte consumistiche.</p>
<p><strong>Manuela TOSO</strong></p>
<p>Cosmetologa</p>
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		<title>muse</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 11:44:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>

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		<description><![CDATA[MUSE: LA MUSICA CHE FA GRANDE IL CINEMA GRANDE SUCCESSO DEI MUSE COME COLONNA SONORA DI ECLIPSE “Neutron Star Collision (Love is Forever)” è la nuova colonna sonora dell’attesissimo ritorno del terzo capito della saga di twilight; Eclipse. Sono proprio i Muse, con il loro stile musicale considerato molto eclettico che raccoglie influenze di più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="muse"><img class="alignnone size-medium wp-image-1101" title="musica1_555x228" src="http://www.domenicaroma.it/wp-content/uploads/2010/08/musica1_555x228-300x123.jpg" alt="" width="300" height="123" /></a></p>
<p>MUSE: LA MUSICA CHE FA GRANDE IL CINEMA</p>
<p>GRANDE SUCCESSO DEI MUSE COME COLONNA SONORA DI ECLIPSE</p>
<p>“Neutron Star Collision (Love is Forever)” è la nuova colonna sonora dell’attesissimo ritorno del terzo capito  della saga di twilight; Eclipse. Sono proprio i Muse, con il loro stile musicale considerato molto eclettico che raccoglie influenze di più generi come elettronica, progressive rock, spesso segnati da una vena sinfonica e orchestrale ad aver dato la voce e i testi di Eclipse. La maggior parte dei testi delle loro canzoni, composte principalmente dal frontman Matthew Bellamy, trattano temi riguardanti apocalisse, guerra, vita, universo, politica religione.</p>
<p>Chi meglio di loro poteva rappresentare l’eclettica e misteriosa saga di twilight che unisce il mondo del reale con l’irrealtà, la vita con la morte, il sogno insieme al dubbio che contrasta la vita reale in maniera così assurda da sconvolgere anche chi della razionalità ne fa il suo stile di vita. Un mondo parallelo al nostro è quello di twilight, che sicuramente tutte le numerose fans romantiche vorrebbero incontrare e percorrere almeno uno squarcio di attimi di quella realtà capace di emozionarci, rabbrividire di fronte all’amore così forte che non si ferma neanche davanti al sangue, alle guerre, al sapore di vendetta, al dolore ed alla morte.</p>
<p>Tutto è possibile se c’è l’amore, un’ amore puro anche se impuro per via della vita che l’ha reso tale, ma genuino nel suo essere più profondo. Love is Forever..  recita proprio la canzone dei Muse usata per Eclipse. Un testo ricco di emozioni che ci coinvolge al solo sentire la melodia. Il video è ancora più emozionante in quanto vengono proiettate le immagini del film.</p>
<p>È come se lui, Edward dedicasse la canzone a Bella, è come se le promettesse che non l’avrebbe mai più lasciata per nessuna scusa al mondo. Promette che il suo amore non si sarebbe fermato neanche di fronte alla morte. Lui la può salvare, la può rendere immortale, al caro prezzo di toglierle l’anima. Un’anima umana, vera. Edward la può far diventare come lui,per poterla amare per sempre, Bella infatti lotta per ottenere questo risultato pur sapendo ciò che perderà. Cio che otterrà però è piu importante per lei.  Anzi, è vitale per ottenere un senso nella sua vita. Il freddo della pelle di Edward lei non lo sente perché il suo cuore è riscaldato dal suo profondo amore nei suoi confronti. “Prenditi il tuo tempo per scegliere, ora posso dirti senza una traccia di paura che il mio amore sarà per sempre” è una frase scritta nel testo dei Muse&#8230;sì è proprio come se fosse Edward a cantarla a Bella. Forse tutto ciò è fin troppo romantico da farci pensare che qualcosa di così forte e duraturo non possa esistere, ma in realtà se l’uomo riesce a pensare, a scrivere e trasmettere tali emozioni&#8230; vuol dire che allora non è tutto così impossibile da raggiungere. I Muse un gran successo nella loro passionale canzone che unita ad Eclipse che ha fatto sognare milioni di fans. Allora cari lettori non smettiamo mai di alimentare la fiamma dell’amore che alimenta la nostra vita.</p>
<p><strong>Gloria Gargano</strong></p>
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		<title>la scultura diventa musica</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 11:41:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>

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		<description><![CDATA[LA SCULTURA DIVENTA MUSICA GABRIELE SIMEI FONDE LA SUA ARTE CON LA MUSICA DI GIOVANNI BAGLIONI Roma, giovedì 1 luglio 2010 dalle ore 19,00 la Galleria Pio Monti Arte Contemporanea ha dato il benvenuto ad una insolita e inedita inaugurazione. L’apertura della mostra personale di Gabriele Simei con le opere “Flussi”, a cura di Cesare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="la scultura diventa musica"><img class="alignnone size-medium wp-image-1097" title="mostra1_555x228" src="http://www.domenicaroma.it/wp-content/uploads/2010/08/mostra1_555x228-300x123.jpg" alt="" width="300" height="123" /></a></p>
<p>LA SCULTURA DIVENTA MUSICA</p>
<p>GABRIELE SIMEI FONDE LA SUA ARTE CON LA MUSICA DI GIOVANNI BAGLIONI</p>
<p>Roma, giovedì 1 luglio 2010 dalle ore 19,00 la Galleria Pio Monti Arte Contemporanea ha dato il benvenuto ad una insolita e inedita inaugurazione. L’apertura della mostra personale di Gabriele Simei con le opere “Flussi”, a cura di Cesare Biasini Selvaggi, è solo l’incipit di una serata-evento con l’intervento del noto chitarrista Giovanni Baglioni, che ha eseguito alcuni brani live, proiettando in anteprima il video “Anima Meccanica”, di cui i due artisti sono protagonisti. La mostra personale di Gabriele Simei intende evocare un dialogo tra gli elementi della sua collezione: ferri battuti, vetrate, maioliche, stucchi, boiseries e le sculture appositamente allestite che, come dichiara il loro nome, fluttuano dal passato verso il futuro, gravide della consapevolezza che nell’arte “l’origine è la meta”.</p>
<p>Domenica Roma ha intervistato l’artista scultore romano per sapere qualcosa in più sul messaggio contemporaneo che ci vuole trasmettere tramite le sue opere unite alla  dolce melodia di Giovanni Baglioni.</p>
<p><strong>Gabriele, in un comunicato stampa hai affermato che “ in arte l’origine è la meta”.  Questa frase spiega la tua filosofia di vita e quindi tutto ciò che concerne l’arte per te. Ci potresti spiegare meglio cosa vuol dire per te questo messaggio?</strong></p>
<p>Si, certo. Diciamo che ognuno di noi è alla ricerca dell’origine della vita e delle cose che vivono in essa. La mia arte è un arte contemporanea che tramite gli elementi primordiali da me usati, quali il ferro, la roccia, i sassi, creano un ritorno con il passato insieme all’armonia che regnava all’origine della vita. Il disegno creato dalle linne, punti e sfere presenti nelle mie opere rimandano proprio al concetto di armonia primordiale.</p>
<p><strong>Le tue opere sono ferri e sfere fluttuanti, quasi come se fossero costellazioni. La scelta dei materiali e delle forme da essi assunte, hanno un messaggio particolare da trasmettere e da rappresentare? </strong></p>
<p>Ognuno nelle mie opere può vedere ciò che desidera, si può vedere una costellazione, come uno spartito musicale. Suono in forma materico.  Sfere all’interno del pentagramma, musica ed arte che si fondono in un’ unica cosa. Il mio lavoro è di giocare con tutte le materie per ottenere un progetto che prende in oggetto 10 pezzi creati secondo una logica ben precisa. Ho a cuore tutte le mie opere da quelle più piccole create con perline colorate a quelle di grandi dimensioni create con il ferro come ad esempio l’ opera chiamata “ Strumento”. Essa sembra un’arpa, è bellissima.</p>
<p><strong>Il connubio fra arte e musica è molto forte nelle tue opere. Un’azzardo, ma una scelta di successo in quanto il linguaggio dell’arte e della musica si fondono insieme volti a comunicare emozioni e sensazioni molto forti. Te hai scelto Giovanni Baglioni per collaborare al tuo progetto, hai fuso alla tua arte contemporanea la melodia dolce e moderna della chitarra di Giovanni. Perché hai scelto proprio lui e quali sensazioni pensate di trasmettere insieme?</strong></p>
<p>Conosco Giovanni da anni ormai ed apprezzo molto la sua musica. Lavoro al mio progetto Flussi, da tre anni ormai ed ho ritenuto la musica di Giovanni la più vicina alla mia arte. Il video Anima Mecanica è infatti rappresentativo dell’ unione dei due linguaggi.</p>
<p>Ciò che non tutti sanno è che dietro le opere di Gabriele c’è un discorso legato alla fisica, le forme dei materiali da lui scelti e posizionati fanno nascere un’armonia naturale che non proviene da una attenta decorazione nel flusso, ma avviene tramite un gioco di forze fisico. Le sfere vengono infatti posizionate in base ai colori e in base al senso che l’artista vuole trasmettere.</p>
<p><strong>Gloria GARGANO</strong></p>
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		<title>ligabue</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 11:38:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[LIGABUE: NEGLI STADI PER SALUTARE “IL MOSTRO” Un emozionante tour, partito da Roma e che attraverserà l’Italia a seguito di un nuovo album in testa alle classifiche “Arrivederci, mostro!”, con questo titolo Ligabue è tornato con un nuovo album da studio, 12 canzoni che servono a salutare, come afferma il cantante stesso, “i propri mostri, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="ligabue"><img class="alignnone size-medium wp-image-1093" title="musica2_555x228" src="http://www.domenicaroma.it/wp-content/uploads/2010/08/musica2_555x228-300x123.jpg" alt="" width="300" height="123" /></a></p>
<p>LIGABUE: NEGLI STADI PER SALUTARE “IL MOSTRO”</p>
<p>Un emozionante tour, partito da Roma e che attraverserà l’Italia a seguito di un nuovo album in testa alle classifiche</p>
<p>“Arrivederci, mostro!”, con questo titolo Ligabue è tornato con un nuovo album da studio, 12 canzoni che servono a salutare, come afferma il cantante stesso, “i propri mostri, i propri fantasmi che si possono chiamare ossessioni, paure, condizionamenti, senso di inadeguatezza, aspettative. Sappiamo – continua &#8211; che sono vivi e sono il filtro attraverso cui chiunque matura la propria, personale visione del mondo. Alcuni di loro li ho affrontati in questo album ma era solamente per fargli sapere che li stavo salutando. So benissimo che sarebbe fin troppo bello che fosse un saluto definitivo. Infatti non mi sono permesso di dire: “Addio, mostro!” ma un più prudente e realistico: “Arrivederci, mostro!”. Segue l’uscita del disco un tour di concerti negli stadi italiani che durerà fino alla fine dell’ estate. L’esordio della tournèe è stato a Roma con una doppia tappa, il 9 e 10 luglio allo Stadio Olimpico, due ore e mezza di musica in cui Ligabue propone gran parte del suo nuovo lavoro e tutti i successi che lo hanno consacrato nel panorama nazionale. Alle 21.15 in punto il cantante di Correggio si è concesso ai suoi fan per due ore e mezza di concerto in un continuo crescendo di emozioni, uno spettacolo a grande impatto emotivo, dominato da un palco molto grande, occupa quasi tutta la lunghezza di una campo da calcio, diviso in 3 blocchi, con giochi di luce e immagini davvero irripetibili. Alcune delle versioni delle sue canzoni storiche sono state leggermente rivisitate rispetto alle versioni da studio, in modo da renderle ancora più dinamiche e coinvolgenti. Non mancano duri assoli di chitarre elettriche che arrivano diritti al cuore prorompenti come fiume in piena.  Ad aprire il concerto le prime tre canzoni di “Arrivederci, mostro”: ‘Quando canterai la tua canzone’, ‘La linea sottile’, ‘Nel tempo’. Il cantante romagnolo utilizza il brano ‘Nel tempo’ come sponda per fare un salto indietro nel suo di tempo e iniziare a far rivivere ai fan i suoi successi passati. Durante l’esecuzione di questo brano, sui maxischermi, c’è l’immagine di Ligabue in pieno stile ‘Pop art’ che collega il suo presente al suo passato. Si continua con ‘Balliamo sul mondo’, ‘Bambolina e Barracuda’ e le altre hit di inizio carriera. Una perfetta miscela di passato e presente presentata da un Ligabue in buona forma e con la voglia di salutare, insieme ai propri fan, quel mostro o quei mostri con la sua musica: dinamica e trascinante per la maggior parte, ma anche romantica e riflessiva in alcuni brani, come la ballata “Ci sei sempre stata” e “Il peso della valigia”. Il palco prevede anche una passerella al centro che porta nel cuore del parterre, dove ci sono i fan più affezionati, proprio lì Luciano si lascia andare regalando a tutti gli appassionati quelle canzoni più intime. Suggestiva ed emozionante è la versione chitarra e voce di “Ho perso le parole”: un grande brivido che tocca tutti quando con coraggio e convinzione Ligabue canta i versi “credici un po’ metti insieme un cuore prova a sentire e dopo credimi, credimi un po’ di più, di più davvero”. Si arriva al giro di boa dell’evento con ‘Piccola stella senza cielo’ e con una versione velocissima e scatenata di ‘Marlon Brando è sempre lui’.</p>
<p>Penultimo brano è ‘Buonanotte all’Italia’, cantata da Ligabue sulla pedana al centro del prato, un momento toccante in cui il cantante e la musica fanno da sottofondo alla foto dei personaggi di ieri e di oggi che hanno reso grande e importante il nostro paese: da Falcone e Borsellino a Pisolini, Valentino Rossi, Benigni, Sofia Loren, Gassman, Totò, Giovanni XXIII e tanti, tantissimi altri. In questo brano le  luci sono azzurre e puntano il cielo, come a dire “guarda, mondo, di cosa siamo capaci”. Il mostro è stato così salutato: la paura, la tristezza sono andate via. I ritmi sfrenati delle sue canzoni hanno fatto sì che venisse liberato tutto ciò che di negativo c’era. Serve un messaggio di speranza, per affrontare il resto del cammino  e  anche qui Liga non delude. Come un padre, un vecchio amico si lascia andare e dà un consiglio a tutti i ragazzi affermando che comunque vada “Il meglio deve ancora venire”. In pista così per l’ultimo sfrenato ballo tra il tripudio della gente che ha bisogno di una speranza, di un segno per continuare a crederci, per continuare a ‘tenere botta’ e per continuare a considerare la vita una cosa meravigliosa, degna di essere vissuta.</p>
<p>Al termine del concerto, segue l’after-show davvero unico ed esclusivo, organizzato dall’agenzia Free Event: un momento in cui è possibile riprendersi dalle “fatiche” del concerto assaporando un cocktail offerto dall’agenzia organizzatrice e condividendo le emozioni con gli altri partecipanti. Un’idea davvero innovativa, sperimentata già nei concerti delle più grandi star italiane come Claudio Baglioni, Laura Pausini e Vasco Rossi e che si ripeterà in altre tappe del concerto di Ligabue.</p>
<p><strong>Francesco FRATTARELLI</strong></p>
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		<title>il cocomero</title>
		<link>http://www.domenicaroma.it/il-cocomero/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 11:31:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina]]></category>

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		<description><![CDATA[IL COCOMERO: DOLCE E FRESCO COME L’ESTATE COMANDA! RICETTA: Gelo di Mellone Ingredienti per 10 persone Succo di un&#8217;anguria media molto matura e dolce (puoi passare la polpa al mixer e raccogliere il succo) • Succo di 1/2 limone • 80 grammi di amido ovvero fecola di frumento (Frumina) • 150 grammi di zucchero • [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="il cocomero"><img class="alignnone size-medium wp-image-1089" title="cucina1_555x228" src="http://www.domenicaroma.it/wp-content/uploads/2010/08/cucina1_555x228-300x123.jpg" alt="" width="300" height="123" /></a></p>
<p>IL COCOMERO: DOLCE E FRESCO COME L’ESTATE COMANDA!</p>
<p>RICETTA: <strong>Gelo di Mellone</strong></p>
<p><strong>Ingredienti per 10 persone </strong></p>
<p>Succo di un&#8217;anguria media molto matura e dolce (puoi passare la polpa al mixer e raccogliere il succo) • Succo di 1/2 limone • 80 grammi di amido ovvero fecola di frumento (Frumina) • 150 grammi di zucchero • 1/2 cucchiaino da caffè di cannella in polvere • 1 cucchiaio da minestra di acqua di fior d&#8217;arancio o qualche goccia di esenza di gelsomino • Cioccolata nera fondente a pezzettini piccolo</p>
<p><strong>Preparazione</strong></p>
<p>Il mellone  è il cocomero, l’anguria, e perché la sorta di gelatina che ne risulta sia molto gustosa deve essere ben maturo.</p>
<p>Un dessert squisito per chi ama l&#8217;anguria, nato in Sicilia dalla tradizione araba. è delicatissimo e profuma di estate e di Oriente.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Ecco come procedere:</strong></span></p>
<p>Sbattere bene con la frusta la frumina e lo zucchero nel succo di anguria addizionato del succo di limone e porre il tutto sul fornello a fuoco medio. Continuare a girare con la frusta fino a quando il tutto non comincia a rapprendersi.</p>
<p>Aggiungere subito la cannella e finire dui fare rapprendere. Versare il tutto in un contenitore e lasciare diventare tiepido tiepido. Aggiungere mescolando l&#8217;acqua di fior d&#8217;arancio e i pezzettini di cioccolata, livellare e mettere il contenitore in frigo per almeno un paio di ore. Prima di servire sformare su un vassoio da portata e decorare con fiori di gelsomino e altri pezzetti di cioccolata.</p>
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		<title>ha vinto paul</title>
		<link>http://www.domenicaroma.it/ha-vinto-paul/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 11:29:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[HA VINTO PAUL Un polpo mette d’accordo tutti sull’unico vero protagonista dei Mondiali 2010 Ogni grande evento ha il suo indiscutibile protagonista, quello che mette d’accordo tutti, quello di cui tutti ne parlano e così è stato anche per i mondiali di calcio in Sudafrica 2010. In questa edizione dei mondiali due sono state le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="ha vinto paul"><img class="alignnone size-medium wp-image-1085" title="sport1_555x228" src="http://www.domenicaroma.it/wp-content/uploads/2010/08/sport1_555x2281-300x123.jpg" alt="" width="300" height="123" /></a></p>
<p>HA VINTO PAUL</p>
<p>Un polpo mette d’accordo tutti sull’unico vero protagonista dei<strong> Mondiali 2010</strong></p>
<p>Ogni grande evento ha il suo indiscutibile protagonista, quello che mette d’accordo tutti, quello di cui tutti ne parlano e così è stato anche per i mondiali di calcio in Sudafrica 2010.</p>
<p>In questa edizione dei mondiali due sono state le vere attrazioni che hanno oscurato stelle che già di per sé non hanno brillato molto basti pensare a  Messi, Cristiano Ronaldo o Kakà. I veri protagonisti di questa rassegna sono stati: il polpo Paul e le vuvuzela. Protagonista assoluto, però, è stato il simpatico mollusco di mare che invece di due gambe agili e scattanti ha 8 tentacoli. Paul, un polpo comune, che vive nell’acquario pubblico di Oberhausen, in Germania. La notorietà di questo animale marino è dovuta al fatto che ha predetto i risultati di tutte le partite della Germania all’ultima edizione del mondiale, indovinando tutti i pronostici. Ha centrato persino le sconfitte della squadra tedesca con la Serbia e con la Spagna. Ha indovinato otto pronostici su otto. La sua ‘capacità divinatoria’  risale allo scorso europeo, poiché da allora iniziò la sua attività senza però essere perfetto. Due anni fa indovinò 12 risultati su 14, compresa la sconfitta della ‘sua’ Germania nella semifinale contro la Spagna.</p>
<p>Anche se quest’anno la Germania non è andata in finale, al polpo è stato comunque chiesto di pronosticare la vincente tra Spagna e Olanda e, inutile dirlo, ha predetto l’assegnazione della coppa agli iberici. Per determinare il pronostico, Paul viene privato del cibo per un periodo di tempo così da farlo diventare affamato. Successivamente vengono inserite due scatole nell&#8217;acquario in cui vive con sopra le bandiere della Germania e della nazionale sfidante; queste scatole contengono il suo cibo che generalmente consiste in ostriche o molluschi. Il polpo a quel punto si dirige verso una delle due scatole con sopra le bandiere, la prima che viene aperta e di cui il polpo ne mangia il contenuto è considerata la vincente del match. E’ diventato così un idolo per tutti gli scommettitori, una sorta di oracolo di Delfi. Peccato che i suoi ‘padroni’ abbiano deciso di mandarlo in pensione: è stato comunicato che il polpo Paul non pronosticherà più alcun risultato. Una vera sconfitta questa per tutti gli scommettitori che si preparavano alla nuova stagione calcistica attendendo con ansia il vaticinio del polpo. Il successo riscosso da Paul potrebbe, però, aver aperto la strada a molte specie del mondo animale che potrebbero così diventare dei possibili profeti; chissà quanti sportivi nelle prossime rassegne calcistiche cercheranno di capire se i loro animali hanno o meno le stesse capacità del polpo di Oberhausen. E allora dopo aver salutato e ringraziato Paul non ci resta che attendere il prossimo profeta, sperando che arrivi prima dei prossimi mondiali.</p>
<p><strong>Francesco FRATTARELLI</strong></p>
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		<title>i segreti di favignana</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 11:26:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="i segreti di favignana"><img class="alignnone size-medium wp-image-1081" title="viaggi1_555x228" src="http://www.domenicaroma.it/wp-content/uploads/2010/08/viaggi1_555x228-300x123.jpg" alt="" width="300" height="123" /></a></p>
<p>I SEGRETI DI FAVIGNANA</p>
<p>NELLE EGADI L’ISOLA DELLE ANTICHE LEGGENDE E DEL PANORAMA MOZZAFIATO</p>
<p>Vi proponiamo qualcosa di straordinario, un viaggio alla portata di tutti in un mare tutto italiano, per scoprire bellezze che magari cerchiamo in chissà quale parte del mondo.</p>
<p>I fenici la chiamavano Katria, i latini Egate, i greci Aegusa (“l’isola delle capre”) per la quantità di capre selvatiche che pascolavano nell’isola. Ma, oltre alle capre, c’erano altri animali selvatici: conigli, porci, e asini. Una leggenda racconta che Aegusa era una ninfa che abitava nell’isola. L’isola era ricca di alberi e l’acqua vi abbondava, anche se per averla bisognava scavare.</p>
<p>Il nome attuale dell’isola risale al medioevo e sembra derivare dal nome di un vento caldo proveniente da ovest, il Favonio. Nel dialetto egadino, l’isola si chiama Fougnana e gli abitanti fougnanisi.</p>
<p>A Favignana, ma soprattutto nel tratto di mare tra Punta Marsala e Marsala, all’alba, sono sempre esistiti i Farfallicchi (paragonabile al fenomeno di fata Morgana). Sin dall’antichità molti hanno detto che si possono vedere : uomini, barche, animali, ecc. Prevalentemente brulla, l’isola si estende per 19 km2, è lunga 9 km e larga 4. È formata dalle due zone pianeggianti del Bosco e della Piana, divise da un ampio corpo montagnoso di natura calcarea, che le danno una forma di farfalla adagiata sul mare: è questa la romantica definizione che ne diede il pittore Salvatore Fiume negli anni ’70. Ma c’è stato anche chi, anni prima, per la sua forma l’ha paragonata ad uno sparviero (uccello di passo). Infatti, lo stemma del municipio rappresenta un uccello rapace che distende le sue ali su tre torri. Il punto più alto è Santa Caterina (m. 310), sormontato da un castello.</p>
<p>Favignana è famosa per le sue cave di tufo pregiato; per le sue tonnare; per lo stabilimento dove avveniva la lavorazione e l’inscatolamento del tonno; per il palazzo Florio; per il carcere San Giacomo; per il castello di Santa Caterina, di cui molti patrioti del Risorgimento conobbero le umide segrete. E perché è stata a lungo colonia di coatti e di confinati politici. Da visitare il parco archeologico nella zona di San Nicola e il piccolo Museo archeologico che raccoglie antichi reperti locali.</p>
<p>Il centro abitato si è formato dopo il 1640. Attualmente Favignana ha circa 3300 residenti.</p>
<p>Dista 9 miglia da Trapani e 7 da Marsala. Vicino alle sue coste si trovano alcuni isolotti e scogli:</p>
<p>- 	il Preveto (‘u Previtau) è un isolotto basso, che si trova in località Pirreca, distante circa 150 metri dalla riva; vi sono ancora visibili i ruderi di una vecchia casa;</p>
<p>- 	Galeotta (‘a Liotta) e Galera (‘Alera): isolotti di colore nerastro, situati a sud di Favignana; emergono bassi dal mare, in una zona ricca di correnti marine;</p>
<p>- 	scoglio Corrente (Scogghiu Currenti), così chiamato per le forti correnti sottomarine che lo circondano;</p>
<p>- 	scoglio Palumbo (Scogghiu Palummu) si trova tra il Preveto e Punta Lunga; attorno al suo fondale si trova qualche relitto di imbarcazione.</p>
<p><strong>FONTE</strong></p>
<p>Michele Gallitto &#8220;Egadi Ieri ed Oggi&#8221;</p>
<p><strong>Foto di Franco FIZZOTTI</strong></p>
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		<title>i segreti per essere sempre impeccabili in vacanza</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 11:23:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I SEGRETI PER ESSERE SEMPRE IMPECCABILI IN VACANZA: (PAREI, TAFTANI, CAPPELLI, INFRADITO) GLI ACCESSORI DA SPIAGGIA Finalmente è tempo di estate, di vacanze, di mare e di sole ! Ed ancora una volta la moda mare 2010 prevede indumenti ed accessori che non possono mancare nel guardaroba estivo femminile. Il primo capo d’abbigliamento è come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="i segreti per essere sempre impeccabili in vacanza"><img class="alignnone size-medium wp-image-1078" title="moda1_555x228" src="http://www.domenicaroma.it/wp-content/uploads/2010/08/moda1_555x228-300x123.jpg" alt="" width="300" height="123" /></a></p>
<p>I SEGRETI PER ESSERE SEMPRE IMPECCABILI IN VACANZA:</p>
<p>(PAREI, TAFTANI, CAPPELLI, INFRADITO) GLI ACCESSORI DA SPIAGGIA</p>
<p>Finalmente è tempo di estate, di vacanze, di mare e di sole ! Ed ancora una volta la moda mare 2010 prevede indumenti ed accessori che non possono mancare nel guardaroba estivo femminile. Il primo capo d’abbigliamento è come di consueto l’intramontabile bikini, vero e proprio simbolo di seduzione e femminilità o in alternativa il costume intero, tornato da qualche anno alla ribalta dalle passerelle parigine come espressione di grande classe e raffinatezza, soprattutto se indossato in coordinato con il pareo o il caftano, con il cappello e le infradito.</p>
<p>Vediamo insieme come devono essere questi accessori che non solo una fashion victim deve indossare per essere al top sulla spiaggia, ma che ogni donna dovrebbe portare con sé  nella propria borsa da mare: leggeri e poco ingombranti questi  consentono con veloci accortezze di essere sempre impeccabili,  anche quando  un cambio di programma dell’ultima ora  può far rimanere impreparate ad improvvisare un abbigliamento adeguato ad un aperitivo cool, soprattutto quando ci si trova  già al mare dopo una lunga giornata di sole, senza poter tornare a casa o in hotel per cambiarsi.</p>
<p>D’estate infatti da Formentera alla Sardegna, da Capri alle spiagge di Fregene, è l’aperitivo ad essere un momento significativo di una giornata di mare e lo stile di una donna che tiene ad essere sempre al top, non si riconosce solo da cosa indossa per una cena o in una serata in discoteca, abbigliamento che di fatto non differisce poi di molto da quello di in una serata estiva in città, ma è proprio il copricostume, l’infradito ad hoc, il cappello in coordinato, a fare la differenza.</p>
<p>Vediamo insieme qual è il total look per distinguersi e non essere banali, che può essere reso più prezioso con della bigiotteria in coordinato.</p>
<p>Il pareo e il caftano sono l’ideale per rendere chic lo stile curvy-beach. Leggeri e a volte impalpabili, avvolgono il fisico nascondendo imperfezioni e rotolini di troppo, indicati per camminare sul bagnasciuga e raggiungere il bar dello stabilimento, ed estremamente versatili da combinare con un sapiente abbinamento di accessori, arrivando a rendere molto elegante il look beach wear per il tardo pomeriggio<em>.</em></p>
<p>Le fantasie dell’estate sono dai colori brillanti e vanno dall’ optical, al floreale o allo zebrato, le stampe sono in stile Africa oppure i parei hanno base scura, nero o blu, su cui si giocano poi altri colori in un insieme geometrico di bianco, viola e rosso oppure in un vero mix fantasia di arancio, azzurro, verde, rosso. Tutti da legare in vita o da annodare dietro il collo, creando un vestitino con la schiena scoperta, oppure da fissare  sopra al petto con un doppio nodo sulla schiena, per poi passarlo in mezzo alle gambe e annodare le estremità intorno alla vita. Il “Pareo”,  parola tahitiana che significa gonna è il tipico costume delle isole del Pacifico, ovvero un rettangolo di tessuto a fiori che viene drappeggiato intorno ai fianchi dalle donne, ma anche dagli uomini  e che può essere indossato in svariati modi. Per quanto riguarda i cappelli, anche questi consentono di affrontare l’estate “a testa alta” e possono seguire varie logiche dalla visiera copri sole <em>(un tempo accessorio prettamente sportivo, oggi must very chic &#8211; vedi quella in pvc fluo di Lowe )</em>, al classico cappellino in paglia, reso romantico con pizzi, nastri e applicazioni come quelli di Antonio Marras e Rochas. Molto divertenti sono anche i fazzoletti che si annodano al capo, perfettamente adatti per nascondere una capigliatura particolarmente ribelle dopo una giornata di mare e per esaltare il proprio volto, come proposto da Kenzo e Malandrino o le fasce per capelli, decisamente gipsy, come quella proposta da Marni o un pò figlia dei fiori come quella firmata Agnes, a dimostrazione che il classico foulard può essere rivisitato e non portato solo al collo.</p>
<p>Una volta vestite da cima a fondo, l’accessorio indispensabile per cominciare l’estate con il piede giusto e che non può mancare in valigia, sono le Havaianas, realizzate in tutti i colori e fantasie immaginabili,<em> </em>pronte a trasformarsi per il nostro aperitivo serale in dei preziosi infradito gioiello, sapientemente portati nella borsa da mare ed indossati magicamente al calar della sera.</p>
<p><strong>Laura </strong><strong>Di Bartolomeo</strong></p>
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		<title>la baby rabge</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 11:21:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Motori]]></category>

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		<description><![CDATA[LA BABY RABGE STILE, GLAMOUR E SARà ANCHE UN IBRIDO-DIESEL La nuova Baby Range, il futuro Suv compatto del glorioso marchio britannico Land Rover, rischia di competere con il fascino delle grandi e più importanti Range Rover e soprattutto diventare un’alternativa alla BMW X1 e alla futura Audi Q3. In arrivo nei concessionari italiani il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="la baby rabge"><img class="alignnone size-medium wp-image-1075" title="motori1_555x228" src="http://www.domenicaroma.it/wp-content/uploads/2010/08/motori1_555x228-300x123.jpg" alt="" width="300" height="123" /></a></p>
<p>LA BABY RABGE</p>
<p>STILE, GLAMOUR E SARà ANCHE UN IBRIDO-DIESEL</p>
<p>La nuova <strong>Baby Range</strong>, il futuro Suv compatto del glorioso marchio britannico Land Rover, rischia di competere con il fascino delle grandi e più importanti <em>Range Rover</em> e soprattutto diventare un’alternativa alla BMW X1 e alla futura Audi Q3.</p>
<p>In arrivo nei concessionari italiani il primo semestre del 2011 la nuova compatta britannica, per ora conosciuta con il nome in codice LRX &#8211; presentato due anni fa &#8211; debutterà al Salone di Parigi nella versione a 3 porte e con il nome definitivo (forse Evoque).</p>
<p>Sviluppata sulla base del<em> concept</em> della LRX: il fuoristrada compatto (15 cm più corto della <em>Freelander</em>) sarà presentato ufficialmente con il brand Range Rover in anteprima in ottobre, per arrivare sul mercato nell&#8217;estate del 2011, ma quando arriverà sul mercato italiano, ci sarà anche la versione a cinque porte. Il nuovo piccolo Suv britannico è realizzato sulla base <em>Freelander</em>, modello che fornirà anche il motore 2.2 Td4 da 185 cavalli.</p>
<p>Obiettivo della piccola Range è dimostrare che anche un Suv può diventare un’auto da “città”. Partendo dalla leggerezza del telaio e delle soluzioni meccaniche per arrivare all&#8217;immancabile versione ibrida: a differenza però di giapponesi e tedeschi, la Range abbina all&#8217;elettrico un motore Diesel. Grazie anche alla riduzione di resistenze e attriti interni del 2 litri a gasolio, le emissioni di CO2 sono di 120 grammi per km, ovvero quasi il 40% in meno rispetto all&#8217;attuale Freelander. Un vero record per uno sport utility.</p>
<p>Con la nuova <strong>Baby Range</strong>, la Land Rover si prepara finalmente a conquistare l’ampia fascia di clientela che ama i Suv, pur non avendo la particolare esigenza della 4 ruote motrici. Tutto con la trazione integrale 4&#215;4 permanente, con potenzialità in fuoristrada aumentate grazie alla presenza del motore elettrico sul posteriore. Non male. Se poi si aggiunge che grazie alle batterie al litio, il motore elettrico è in grado per brevi distanze di spingere da solo l&#8217;auto, il gioco sembra fatto. Per non trascurare nulla, gli inglesi assicurano la sostenibilità della <strong>Baby Range</strong> a 360° con pelli conciate con prodotti vegetali senza cromo (quindi riciclabili), alluminio leggero e riciclabile, moquette di origine vegetale e inserti in pelle delle portiere realizzati con materiale ottenuto da bottiglie di plastica e fibre riciclate.</p>
<p>Nella presentazione della <strong>Baby Range</strong> in anteprima a Londra con un party esclusivo per 300 selezionatissimi ospiti &#8211;  organizzato da Land Rover e Vogue &#8211; soprattutto per celebrare i 40 anni dell’azienda inglese (la prima uscì nel 1970) è stata anche ufficializzata la nuova madrina della Land Rover:<em> Victoria Beckham</em>. Dimensioni compatte e un look sportivo che la rendono perfetta per la clientela giovane, mentre la scelta di affidarne la personalizzazione di uno degli interni alla <em>Beckham</em>, appare una chiara mossa per attirare le donne, da sempre affascinate dai Suv taglia “baby”.</p>
<p>Caratterizzata da un listino più accessibile, la Land Rover non cambierà l’orientamento alle nuove tecnologie, che ha sempre contraddistinto la famiglia delle Range. Per gli allestimenti a 2 ruote motrici i tecnici di Gaydon hanno messo a punto una gamma di tecnologie raffinate, mirate ad aumentare l’efficienza del gruppo motore-trasmissione. Una ricerca che ha permesso di ottenere nuovi traguardi nella corsa alla riduzione dei pesi e dei consumi.</p>
<p>Un’altra conferma dell’impegno Land Rover nella sfida al problema dei mutamenti climatici. In linea con le nuove esigenze del pianeta il gruppo Jaguar-Land Rover, controllato dal gruppo industriale indiano Tata, ha investito oltre 930 milioni di euro nello sviluppo delle nuove tecnologie a favore dell’ambiente, con l’obiettivo di mettere in produzione veicoli che abbiano caratteristiche sostenibili, capaci di rispondere alle rinnovate esigenze della clientela. Prezzo a partire da circa 30mila euro, mentre non si sa ancora quanto costerà il modello griffato “Posh”.</p>
<p><strong>Gabriele </strong><strong>Impronta</strong></p>
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		<title>i vip si lasciano? e chi se ne frega!</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 11:12:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[I VIP SI LASCIANO? e CHISSENEFREGA! Gli effetti del gossip estivo sulle persone normali… L’estate calda che stiamo vivendo provoca qualche cambiamento di umore. A farne le spese principalmente i VIP nostrani che – sotto il sole – si lasciano e si prendono di nascosto o in maniera più o meno eclatante. Così capita che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="i vip si lasciano? e chi se ne frega!"><img class="alignnone size-medium wp-image-1067" title="attualità1_555x228" src="http://www.domenicaroma.it/wp-content/uploads/2010/08/attualità1_555x228-300x123.jpg" alt="" width="300" height="123" /></a></p>
<p>I VIP SI LASCIANO? e CHISSENEFREGA!</p>
<p>Gli effetti del gossip estivo sulle persone normali…</p>
<p>L’estate calda che stiamo vivendo provoca qualche cambiamento di umore. A farne le spese principalmente i VIP nostrani che – sotto il sole – si lasciano e si prendono di nascosto o in maniera più o meno eclatante. Così capita che la coppia, ex coppia, <strong>Fabrizio Corona- Belèn Rodriguez </strong>sia scoppiata alla grande. Ma siamo sicuri che alla maggior parte degli italiani interessi?</p>
<p>I media dicono di sì, a giudicare dalle vendite dei settimanali di gossip: prima le foto con dichiarazioni che Belen sarebbe ancora innamorata del calciatore Borriello; poi la paparazzata di Corona che lascia quattro valigie con gli effetti personali di Belen sotto casa di lei; infine l’intervista di Belen sul settimanale “Vanity fair” che spiega i motivi della conclusione della storia. Fiumi di inchiostro e pagine “dedicate” al caso dell’estate, le dichiarazioni patetiche di lei che, come fanno molte donne in Italia, <em>“ho concluso troppo in fretta la storia con Borriello, e non mi è sembrato giusto”. </em></p>
<p>Chissà quanti – tra coloro che la mattina spengono la sveglia alle 7 per scendere dal letto ed andare al lavoro – avranno pensato a una parolaccia o a una frase tipo un <em>“chissenefrega”</em>. Chissà quanti di voi ci avranno pensato. Chissà, quanti? Tanti. Perché la vita dei privilegiati dello schermo e del jet set interessa sì, ma fino a un certo punto. L’italiano è curioso ma non cretino e così anche quello che chiamano “l’italiano medio”: medio, appunto, non significa mediocre.</p>
<p>Se le notizie sui VIP riguardano la parte che fa sognare – tipo le vacanze su uno splendido yatch, o il bacio rubato in mezzo al mare o ancora ad esempio la storia tra l’italiana Canalis e il bel Clooney – la gente vuole sapere: e vuole sapere perché nel suo intimo ama sognare. Ma quando il sogno finisce e torna la cruda realtà, al pubblico ogni cosa smette di interessare; a nessuno infatti piace piombare di colpo nella routine, nella quotidianità delle cose della vita – la maggior parte tristi o dure – e lèggere che qualcosa che accade ogni giorno sia accaduta anche a un VIP: non lo rende più VIP, lo rende normale. Significa la caduta degli dèi, vuol dire che quel sogno inarrivabile si è trasformato in realtà e la realtà ciascuno di noi la conosce benissimo e non ha bisogno di leggerla.</p>
<p><strong>RIFLESSIONI DA OMBRELLONE</strong></p>
<p>Una riflessione estiva <em>da ombrellone </em>l’italiano “medio” la fa spesso sulla diva di turno: sarà pure bella ma che sa fare davvero? E ancora: sai quante ragazze italiane belle ci sono, perché sempre le straniere?</p>
<p>Alla prima domanda rispondiamo con più difficoltà: nel caso di Belèn non sappiamo se sia davvero capace, ma col fatto che è bella le si perdona tutto. Alla seconda domanda si risponde con l’eterna esterofilia che ci rende unici.</p>
<p>Per esempio qual è il nome dell’ultima soubrette <span style="text-decoration: underline;">ITALIANA e CAPACE DI FARE QUALCOSA </span>che ricordate in tv? Escludete letterine e veline (che sono anche loro per lo più straniere) e tornate indietro con la memoria.</p>
<p>Accendete la macchina del tempo e  risponderete: Lorella Cuccarini. Esagerato? Forse, ma non mi viene in mente nessun’altra. Perché non c’è stata nessun’altra.</p>
<p>La bellezza è per tutti, le capacità sono di molti, il talento è unico. Non nascerà un’altra Raffaella Carrà, un’altra Loretta Goggi, un’altra Cuccarini perché il tempo in cui viviamo è quello del mordi e fuggi, del mostrarsi per farsi pagare. Saper fare è diverso dall’essere belle.</p>
<p>Ma sotto l’ombrellone, col caldo che fa a chi vuoi che interessi se Belèn o qualche altra belloccia sia capace di fare? E’ bella da vedere, no?</p>
<p>Anche (solo) l’occhio vuole la sua parte: di quale parte si tratta decidetelo voi…. sotto l’ombrellone.</p>
<p><strong>Mario STEFANELLI</strong></p>
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