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	<title>Domenica Roma &#187; Spettacolo</title>
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		<title>sim sala bim!</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Apr 2011 08:41:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[SIM SALA BIM! IL GRANDE RITORNO DEL MAGO SILVAN IN TEATRO A ROMA Intervistare Silvan senza rischiare di cadere nel banale è impresa difficile anche per i giornalisti più bravi. Figurarsi per tutti gli altri. Ma se ci si lascia guidare dalla curiosità di scoprire il valore dell’uomo-Silvan e di ciò che è capace di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>SIM SALA BIM!</p>
<p>IL GRANDE RITORNO DEL MAGO SILVAN IN TEATRO A ROMA</p>
<p><a href="sim sala bim!"><img class="alignnone size-medium wp-image-1285" title="silvan2-555x270" src="http://www.domenicaroma.it/wp-content/uploads/2011/04/silvan2-555x270-300x145.jpg" alt="" width="300" height="145" /></a></p>
<p>Intervistare Silvan senza rischiare di cadere nel banale è impresa difficile anche per i giornalisti più bravi. Figurarsi per tutti gli altri. Ma se ci si lascia guidare dalla curiosità di scoprire il valore dell’uomo-Silvan e di ciò che è capace di creare dal nulla, tutto riesce più facile. Dopo molti anni sulle scene è ancora il migliore, così come dicono i premi mondiali che ha ricevuto anche di recente. Ha oltrepassato anche il preconcetto – tutto italiano – che la magia e la prestigiazione siano arte di serie B, quando nel resto del mondo (Stati Uniti e Francia o Germania) gli spettacoli di magia sono i più apprezzati e seguiti.</p>
<p>Lo incontriamo in una pausa delle prove di “Sim Sala Bim”, lo spettacolo che segna il grande ritorno di Silvan a Roma. Lui sempre impeccabile nello stile e nel vestire inizia a raccontarsi fin dagli inizi, fin da quando ancora in Italia non si parlava di “prestigiatore”…</p>
<p><strong>Perché fare proprio il mago? </strong></p>
<p>Motivi e criteri che inquadrano questa scelta sono indecifrabili. Tutti noi abbiamo, almeno una volta nella vita, sognato di compiere magie. La magia è un modo di concepire la vita, una filosofia se vogliamo.</p>
<p><strong>Quando ha iniziato?</strong></p>
<p>A 7 anni la prima esibizione. Poi a 11 anni nella palestra dell&#8217;oratorio don Bosco di Venezia.Non c&#8217;era la tv,e la figura del prestigiatore era pressoché ignota.</p>
<p><strong>Voglia di stupire?</strong></p>
<p>Fin da ragazzo c&#8217;era in me la volontà di stupire e la speranza di acquisire dei poteri magici. Poi con l&#8217;età della ragione ho imparato a simularli! Si, la esternavo anche da chierichetto. Durante i funerali mi inchinavo due o tre volte attorno alla bara facendo volteggiare il turibolo per creare fumate &#8220;magiche&#8221; dense di incenso. Alle elementari durante l&#8217;ora di ricreazione avevo sempre intorno a me gruppetti di coetanei che stupivo con i miei giochi.</p>
<p><strong>Nei suoi primi spettacoli si chiamava Saghibù, poi però ha cambiato nome in Silvan.</strong></p>
<p><strong>Come mai?</strong></p>
<p>Il nome Saghibù deriva dalla unione delle iniziali del mio cognome e quello di Bustelli famoso prestigiatore italiano degli anni cinquanta e Ghigi l&#8217;illusionista veneziano che cercavo di emulare.</p>
<p>Il nome Silvan invece è dovuto a Silvana Pampanini, splendida attrice che in una trasmissione televisiva mi fece debuttare e mi disse:&#8221;vedrai che ti porterà fortuna.&#8221;</p>
<p><strong>Lei è considerato uno dei più grandi illusionisti del mondo, le sue mani sono uno strumento preziosissimo. È vero che sono assicurate per una cifra astronomica?</strong></p>
<p>L&#8217;assicurazione esiste, ma non esageriamo…</p>
<p><strong>&#8220;Sim Sala Bim&#8221; è il titolo di questo spettacolo, ma anche la sua formula magica assai nota. Da dove deriva?</strong></p>
<p>È un omaggio ai grandi maghi del passato.</p>
<p><strong>Nella sua carriera ha ottenuto tanti premi: unico europeo ad essere stato eletto per ben 2 volte mago dell&#8217;anno dalla Accademia delle Arti Magiche di Hollywood. Inoltre, dalla Società Magica dei Prestigiatori a New York è aggiudicato, per 2 volte con il Merlin Award (l&#8217;Oscar dei maghi) l&#8217;ultimo lo scorso 2 marzo a Las Vegas. Qual è il premio più importante per lei?</strong></p>
<p>Tutti hanno un significato importantissimo. I premi non solo coronano un lunga ed intensa attività artistica sui palcoscenici di tutto il mondo ma, soprattutto, riconoscono lo studio e la ricerca, anche storica e bibliografica,c he ho portato avanti in tutti questi anni. Ovviamente è anche un onore per l&#8217;Italia, un paese che sta vedendo, e lo dico con orgoglio, crescere il numero dei giovani che si dedicano allo studio della prestidigitazione. Non a caso alcuni premi sono dedicati a loro che pur talentuosi non hanno la possibilità di esibirsi. Mancano i teatri e i luoghi preposti per farlo.</p>
<p><a href="sim sala bim!"><img class="alignnone size-medium wp-image-1286" title="silvan1-555x228" src="http://www.domenicaroma.it/wp-content/uploads/2011/04/silvan1-555x228-300x123.jpg" alt="" width="300" height="123" /></a></p>
<p><strong>La sua carriera professionistica lo ha portato a calcare i palcoscenici di tutto il mondo: Las Vegas, New York, Londra, Parigi, Tokio, senza dimenticare i moltissimi spettacoli teatrali in Italia come alla Piccola Scala ,e il Piccolo teatro di Milano, il Teatro Sistina di Roma ecc e centinaia di spettacoli televisivi fra i quali i suoi Sim Sala Bim e Supermagic al sabato sera e in prima serata su Raiuno: ma quanto tempo impiega per allenarsi?</strong></p>
<p>Quattro ore al giorno per gli esercizi manipolatori. Faccio esattamente quello che fa un giocatore di calcio che allena le proprie gambe. Non dimentico mai l&#8217;autocritica che è molto salutare poiché mi esenta dall&#8217;autocompiacimento che non deve mai essere sopra le righe o sentito come il risultato di una superiorità verso i giovani prestigiatori o verso chi non riesce a capire il trucco, ma che faccia invece ragionare sulla consapevolezza dei propri limiti.</p>
<p><strong>Silvan uomo di spettacolo e tv, ma anche divulgatore, scrittore, uomo di cultura, dalla biblioteca dicono imponente.</strong></p>
<p><strong>Che cos&#8217;è per Silvan la magia e come si diventa un prestigiatore completo?</strong></p>
<p>La magia intesa come prestidigitazione è un prisma a mille facce con delle specializzazioni che si possono suddividere in manipolazioni, grandi illusioni, mentalismo, close-up, escapologia, cartomagia. Un illusionista che ambisce ad essere completo deve riuscire a districarsi in tutte queste discipline. Per creare una Illusione teatrale non basta sapere come funziona il trucco, ma piuttosto capire come funziona la mente umana, utilizzando a proprio vantaggio gli errori di ragionamento e le scorciatoie cognitive rivolte alla associazione di idee abituali.. Sono convinto che la magia esiste soltanto nella mente dello spettatore poiché egli accetta quello che l&#8217;illusionista senza nessun limite alla fantasia e creatività lo induce a pensare e vedere. In questo caso ai suoi occhi: l&#8217;impossibile diventa possibile coinvolgendolo in una rete di emozioni e precludendogli ogni spiegazione razionale.</p>
<p><strong>Qual è il suo pregio e quale il suo difetto? </strong></p>
<p>Il mio pregio è senz&#8217;altro il grande entusiasmo profondo durevole e non limitato verso questa professione che non si limita soltanto nell&#8217;apparire in tv, in teatro o nei miei spettacoli itineranti, ma comprende tutte le sue molteplici sfumature. Il mio difetto? La mancanza di diplomazia e di tolleranza verso persone che in passato, approfittando della mia popolarità, hanno tratto vantaggio rivelandosi in seguito sleali.</p>
<p><strong>Di Mario Stefanelli</strong></p>
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		<title>cinepanettoni a confronto</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Jan 2011 10:55:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>

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		<description><![CDATA[CINEPANETTONI A CONFRONTO, A VOI l&#8217;imbarazzo delLA SCELTA A NATALE MI SPOSO &#62;&#62;&#60;&#60; NATALE IN SUDAFRICA Un film di Massimo Boldi. Con Massimo Boldi, Vincenzo Salemme, Nancy Brilli, Elisabetta Canalis, Massimo Ceccherini, Enzo Salvi. Gustavo è un cuoco che lavora in una trattoria “molto” romana, ma sogna di diventare un grande chef internazionale. Accanto a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="cinepanettoni a confronto"><img class="alignnone size-medium wp-image-1251" title="cinema2-555x228" src="http://www.domenicaroma.it/wp-content/uploads/2011/01/cinema2-555x228-300x123.jpg" alt="" width="300" height="123" /></a></p>
<p>CINEPANETTONI A CONFRONTO, A VOI l&#8217;imbarazzo delLA SCELTA</p>
<p>A NATALE MI SPOSO &gt;&gt;&lt;&lt; NATALE IN SUDAFRICA</p>
<p><em>Un film di Massimo Boldi. Con Massimo Boldi, Vincenzo Salemme, Nancy Brilli, Elisabetta Canalis, Massimo Ceccherini, Enzo Salvi.</em></p>
<p>Gustavo è un cuoco che lavora in una trattoria “molto” romana, ma sogna di diventare un grande chef internazionale. Accanto a lui, un cameriere romano, Rocky, ex pugile; un lavapiatti toscano, Cecco, innamorato delle donne “mature”, ma non in senso platonico; una mascotte, Gualtiero, un simpatico porcellino d&#8217;India; e il figlio Fabio, a cui è molto legato, che lavora come cameriere. È merito di Fabio se la combriccola di disgraziati che lavora nel ristorante di Gustavo si ritrova di colpo catapultata in un&#8217;avventura ricca di esilaranti colpi di scena e imprevisti. Fabio rincontra Chris, sua ex fidanzata, quando lei è a Roma per incaricare un grande chef per organizzare il suo prossimo banchetto di nozze a Saint Moritz. La fortuna vuole che lo chef abbia il ristorante proprio di fronte a quello di Gustavo. Tramite uno stratagemma Fabio riesce a far sì che al posto del noto chef internazionale sia il padre ad organizzare il banchetto di nozze di Chris: in questo modo potrà cercare di farle cambiare idea&#8230; Così Gustavo e i suoi si ritrovano a Saint Moritz ad organizzare il banchetto del matrimonio tra Steve, figlio di un banchiere svizzero e Chris, ricca figlia di un&#8217;ereditiera. Sembra un matrimonio da favola, ma nessuno sa che il padre di Chris, Tony, non è poi così ricco, anzi ha dilapidato il capitale ereditato dalla moglie Sara e ha un forte interesse che il matrimonio della figlia vada in porto perché ha strappato la promessa di un prestito al ricchissimo padre del promesso sposo. Ad organizzare il matrimonio vengono chiamate due importanti e professionali wedding planner, Gina e Paloma, che hanno organizzato tanti matrimoni, senza sposarsi mai. Tutto sembra andare secondo copione ma&#8230; Come una bomba ad orologeria i nostri sono destinati a mandare tutto in aria. La miccia l?accende Fabio che non ha intenzione di rinunciare a Chris “solo” per via del matrimonio. Gustavo, che tiene tantissimo a quella vetrina internazionale, fa di tutto per bloccare il ragazzo, ma finisce per ingarbugliare ancora più le cose, passando addirittura agli occhi di Tony per amante della moglie Sara. Nel frattempo Rocky rincontra Patrizia, di cui è sempre stato innamorato, che prima lavorava come ring-girl e ora si fa chiamare Patty e fa la segretaria, e non solo, per Tony. Cecco incontra Anna, la prima donna che gli fa davvero perdere la testa, peccato che sia l&#8217;anziana mamma di Tony. Come se non bastasse ci si mettono anche le wedding planner: Gina si invaghisce dello sposo Steve e Paloma, abituata ad essere sempre corteggiata, si innamora dell&#8217;unico che non se la fila, Cecco. Il sogno di gloria di Gustavo, dimostrare di essere un grande chef, è sempre più in pericolo. Anche Tony rischia di non riuscire a salvarsi dai suoi guai finanziari. Ma, alla fine, quando Gustavo deve scegliere tra la felicità del figlio e la sua non ha dubbi: nel momento della verità, corre a fermare il matrimonio per impedire che due ragazzi che non si amano, spinti dai genitori, finiscano per dire un sì che sarebbe solo una condanna. Da un matrimonio (destinato con tutta probabilità ad essere infelice) che non si celebra, verrà fuori un matrimonio veramente felice: quello tra Chris e Fabio…e non solo!</p>
<p><a href="cinepanettoni a confronto"><img class="alignnone size-medium wp-image-1252" title="cinema1-555x228" src="http://www.domenicaroma.it/wp-content/uploads/2011/01/cinema1-555x228-300x123.jpg" alt="" width="300" height="123" /></a></p>
<p>U<em>n film di Neri Parenti. Con Christian De Sica, Max Tortora, Barbara Tabita, Serena Autieri, Massimo Ghini. Giorgio Panariello, Belen Rodriguez, Laura Esquivel, Brenno Placido, Alessandro Cacelli.</em></p>
<p>Carlo è in vacanza in Sudafrica con l’amata Susanna, la sua seconda moglie. Tutto sembra andare per il meglio fino a quando, per uno strano scherzo del destino, incontra il fratello minore Giorgio in compagnia della moglie Marta. Tra i due non corre buon sangue: in passato sono stati soci in affari ma Giorgio ha truffato il fratello portandogli via il patrimonio e la moglie. Carlo però ha saputo risalire la china e, grazie anche all’amore di Susanna e all’incontro con un nuovo giovane socio, è riuscito a dimenticare la sua ex e a ritornare ricco come prima, anzi molto di più. La cosa sorprende Giorgio e ancora di più Marta che si convince di avere scelto il fratello sbagliato. Giorgio al contrario di Carlo è, infatti, riuscito a dilapidare il patrimonio che aveva scippato al fratello. Tuttavia un’amara sorpresa attende Carlo che, al suo rientro in albergo, scopre di essere stato ancora una volta pugnalato alle spalle e lasciato in bolletta dal nuovo socio. Senza più un soldo per pagare il conto del lussuoso albergo, lui e Susanna sono costretti a fuggire di nascosto dall’hotel e a trasferirsi in una bettola. Ma sia Carlo che Giorgio sono intenzionati a recuperare le fortune perdute ed entrambi iniziano ad escogitare una serie di stratagemmi per cercare di truffarsi a vicenda. Galeotto sarà un viaggio attraverso la Savana… Massimo Rischio è un noto chirurgo ed è amico di vecchia data di Ligabue, detto Bue, un ricco macellaio toscano. I due decidono di regalarsi per Natale una vacanza-safari nella Savana per partecipare alla leggendaria caccia grossa insieme ai loro rispettivi figli: Laura e Vitellozzo, da sempre fidanzatini. Intanto in un bioparco italiano la bellissima Angela, una giovane entomologa italo-argentina, riceve un’inaspettata notizia: è stata trovata traccia nella Savana del mitico Lepidotterus Ceruleus Paradisiacus, meraviglioso insetto a cui Angela ha dedicato anni di ricerca. Senza perder tempo, la bella studiosa parte alla volta del Sudafrica. Durante il volo si imbatte in Massimo e Ligabue, ma l’incontro non è dei migliori. Arrivata a destinazione, la ragazza scopre con disappunto di alloggiare nel loro stesso albergo. Dopo una cena, durante la quale Massimo e Ligabue tentano maldestramente di corteggiarla, Angela decide di fare buon viso a cattivo gioco e di sfruttare i due amici per farsi aiutare nella ricerca del rarissimo insetto. Mentre Massimo e Ligabue si contendono le attenzioni della bella entomologa, Laura si trova a dover scegliere fra il proprio fidanzato Vitellozzo e lo spasimante Mauro, che l’ha raggiunta a sorpresa nel luogo di vacanza&#8230;</p>
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		<title>la chitarra parlante</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Jan 2011 10:51:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concerti]]></category>

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		<description><![CDATA[La CHITARRA PARLANTE Giovanni Baglioni: un concerto esclusivo a Roma la sera del 6 Gennaio 2011 Il suo cognome può ingannare, può portare alla mente un’ovvia associazione mentale che, però, non ha fondamento una volta conosciuto realmente l’artista in questione. Giovanni Baglioni, nato a Roma classe 1982, è un musicista che ha portato in auge [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="la chitarra parlante"><img class="alignnone size-medium wp-image-1248" title="baglioni1-555x228" src="http://www.domenicaroma.it/wp-content/uploads/2011/01/baglioni1-555x228-300x123.jpg" alt="" width="300" height="123" /></a></p>
<p>La CHITARRA PARLANTE</p>
<p>Giovanni Baglioni: un concerto esclusivo a Roma la sera del 6 Gennaio 2011</p>
<p>Il suo cognome può ingannare, può portare alla mente un’ovvia associazione mentale che, però, non ha fondamento una volta conosciuto realmente l’artista in questione. Giovanni Baglioni, nato a Roma classe 1982, è un musicista che ha portato in auge in Italia uno stile, chiamato <em>fingerpicking</em>, che ha come protagonista un solo strumento: la chitarra. Lui stesso, all’interno della nostra trasmissione di Radio ERRE2 “<em>In Roma In</em>”, di questo genere ha definito molto particolare il ‘come’ viene suonata la chitarra poiché è assai inusuale . “Si tratta di estendere e ampliare i confini della chitarra, – ha affermato Giovanni – utilizzando, ad esempio, accordature alternative e la chitarra stessa in maniera percussiva”. Tutto questo comporta un approfondito studio dello strumento, tanto esercizio, ma soprattutto talento e passione. E sono proprio il talento e la passione che si percepiscono chiaramente vedendo suonare dal vivo Giovanni Baglioni: nelle esecuzioni live che ci ha regalato in diretta radiofonica, siamo riusciti ad ammirare il talento di questo giovane artista che muovendo rapidamente le mani sulle corde e battendo le dita sulla cassa della chitarra esegue i suoi brani trasmettendo chiaramente a chi ascolta quel pathos e quel coinvolgimento  emotivo che solo i grandi compositori riescono trasmettere. La dinamicità di “<em>Get Up!</em>”, la dolcezza notturna de “<em>L’insonne</em>” sono solo alcune delle composizioni contenute nel primo album di Giovanni Baglioni “<em>Anima Meccanica</em>” (2009), a cui è seguito un tour estivo che ha registrato grande consenso di pubblico in alcuni dei più importanti borghi d’Italia. Noi di “<em>In Roma In</em>” abbiamo avuto il piacere di incontrare e conoscere nella nostra trasmissione non solo un grande artista, ma anche un ragazzo molto simpatico e disponibile a rispondere alle più disparate domande e curiosità dei conduttori e dei nostri tantissimi ascoltatori. <strong>Per tutti coloro che volessero ascoltare dal vivo un’esibizione di Giovanni Baglioni sarà possibile farlo il 6 gennaio 2011 al The Place di Roma</strong>, in attesa di nuovo album con nuove emozioni da condividere e con “un nuovo respiro del giorno che riempie di voglia ed entusiasmo”.</p>
<p><strong>Francesco Frattarelli</strong></p>
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		<title>van gogh al vittoriano</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Jan 2011 10:42:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>

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		<description><![CDATA[VAN GOGH al Vittoriano IL RITORNO DEL GENIO DELLA PITTURA Erano 22 anni che le opere di Vincent Van Gogh non venivano più esposte a Roma. La lunga assenza del pittore olandese dalla Capitale viene ora ampiamente ripagata dalla mostra &#8220;Vincent Van Gogh &#8211; campagna senza tempo, città moderna&#8221;, visitabile presso il Complesso Monumentale del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="van gogh al vittoriano"><img class="alignnone size-medium wp-image-1243" title="vangogh1-555x228" src="http://www.domenicaroma.it/wp-content/uploads/2011/01/vangogh1-555x228-300x123.jpg" alt="" width="300" height="123" /></a></p>
<p>VAN GOGH al Vittoriano</p>
<p>IL RITORNO DEL GENIO DELLA PITTURA</p>
<p>Erano 22 anni che le opere di Vincent Van Gogh non venivano più esposte a Roma. La lunga assenza del pittore olandese dalla Capitale viene ora ampiamente ripagata dalla mostra &#8220;Vincent Van Gogh &#8211; campagna senza tempo, città moderna&#8221;, visitabile presso il Complesso Monumentale del Vittoriano. Un evento attesissimo dai romani e non, se è vero che nei primi giorni di apertura sono già state registrate oltre 15.000 presenze. Come suggerisce il titolo stesso, i quadri presenti al Vittoriano si snodano lungo due direttrici fondamentali: la campagna e la città. Una campagna &#8220;senza tempo&#8221;, in quanto viene chiaramente svelata la visione dell&#8217;artista al riguardo del contesto rurale, che secondo lui doveva essere idealistico più che realistico, rappresentativo di un&#8217;intima felicità e, al tempo stesso, luogo immutabile. La &#8220;città moderna&#8221; apre invece tutto un altro discorso: per Van Gogh la città era il presente, il posto dove si poteva toccare con mano lo sviluppodel progresso e delle nuove avanguardie artistiche. Lì la crescente industrializzazione cambiava la vita e il destino degli uomini. Forse anche per questo la città rappresentata da Vincent non è mai totalmente fedele a se stessa e al suo grigiore, ma mantiene sempre un retrogusto naturale che sembra quasi renderla più umana e, perché no, più vivibile: è il caso dei parchi pubblici, ritratti con il felice passeggio della gente, o dei sobborghi di periferia, dove le ciminiere delle fabbriche coesistono con il verde. C&#8217;è, fondamentalmente, la costante convivenza di due aspetti. A questo punto siamo già negli anni che vanno dal 1886 al 1888, cioè quando il pittore si trasferirà a Parigi per provare il sapore della città in espansione, ma in mezzo ci sono anche altri periodi, non meno importanti: c&#8217;è l&#8217;inizio in Olanda con la raffigurazione del paesaggio locale, e ci sono i buen ritiri di St. Remy e Auvers-sur-Oise che costituiscono dei punti fermi molto suggestivi per la sua ultima produzione, fino a quel 1890 che ne decreterà la morte per suicidio. Con questa mostra si ha la possibilità di effettuare alcuni interessanti raffronti tra lo stile di Van Gogh e quello dei personaggi che lo hanno ispirato. Due nomi su tutti: Millet e Gauguin, esposti proprio accanto alle opere di Vincent. È bello vedere come ogni volta il &#8220;nostro&#8221; non volesse rinunciare ad apporre sulla tela il proprio personale tratto, la propria mano, entrando anche in contrasto con quei colleghi che invece erano per una &#8220;narrazione&#8221; del mondo più fedele alla realtà e meno al proprio sentire. Non è un caso se Van Gogh ebbe costanti screzi con Paul Gauguin fino a giungere a un&#8217;inevitabile separazione, che lo portò ad abbandonare il progetto di uno &#8220;studio del sud&#8221; e a tagliarsi un pezzo d&#8217;orecchio in preda a una crisi di nervi. Per quanto riguarda, nello specifico, alcuni dipinti, è da non perdere &#8220;Interno di ristorante&#8221;, figlio dell&#8217;inizio della collaborazione con gli impressionisti e i puntinisti, ma anche &#8220;Orti a Montmartre&#8221; e &#8220;Strada con sottopassaggio&#8221;, ottimi esempi di quella convivenza rurale-industriale cui facevamo cenno prima. Il top, in tal senso, lo si raggiunge con &#8220;I bevitori o le quattro età dell&#8217;uomo&#8221;, reinterpretazione de &#8220;L&#8217;età dell&#8217;uomo&#8221; di Daumier con l&#8217;aggiunta di uno sfondo che comprende alberi in fiore e ciminiere fumanti: ancora una volta, dunque, torna la dicotomia tra campagna e città. Il ragazzo, posto sulla destra del quadro, è circondato dal verde che simboleggia le rigogliose speranze della giovinezza; il vecchio, riconoscibile dal bastone, ha una storia lunga quanto quella della città situata alle sue spalle; dietro all&#8217;uomo di mezza età troviamo invece la fabbrica, simbolo dell&#8217;era moderna; il bambino, infine, ha le gote bianche come le nuvole che si stagliano nel cielo. Sempre per quanto riguarda l&#8217;accostamento tra agricolo e urbano, colpiscono anche gli autoritratti in cui Van Gogh si presenta ora come un gentiluomo, ora come un contadino. Insomma, se ancora ce ne fosse bisogno, questa mostra testimonia un dato incontrovertibile: Vincent Van Gogh era un genio. Per rendersene conto di persona c&#8217;è tempo fino al 6 febbraio 2011.<em></em></p>
<p><strong>fonte: www.rometoday.it</strong></p>
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		<title>sandra mondaini</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Oct 2010 08:44:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>

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		<description><![CDATA[FINCHè MORTE NON VI SEPARI… Il dolore per la scomparsa di Sandra che se ne va 5 mesi dopo Raimondo. Era la previsione più facile e non solo per la malattia che aveva. Quasi tutti ce lo eravamo aspettati dopo averla vista straziata ai funerali del marito Raimondo Vianello. Così anche Sandra se n’è andata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="sandra mondaini"><img class="alignnone size-medium wp-image-1160" title="sandra2-555x228" src="http://www.domenicaroma.it/wp-content/uploads/2010/10/sandra2-555x228-300x123.jpg" alt="" width="300" height="123" /></a></p>
<p>FINCHè MORTE NON VI SEPARI…</p>
<p>Il dolore per la scomparsa di Sandra che se ne va 5 mesi dopo Raimondo.</p>
<p>Era la previsione più facile e non solo per la malattia che aveva. Quasi tutti ce lo eravamo aspettati dopo averla vista straziata ai funerali del marito Raimondo Vianello. Così anche Sandra se n’è andata dopo una vita di successi. Ma la ricostruzione artistica dei trionfi di Sandra perde se davanti a tutto si evidenzia la scommessa vinta prima di tutto: la fedeltà per una vita. Oltre 50 anni insieme, da fidanzati altre primavere condivise. Sembra impossibile ai tempi di oggi, negli anni in cui i matrimoni durano sempre meno e gli sposi si voltano le spalle alla prima minima difficoltà.  Forse erano altri tempi, davvero difficile però resistere insieme tutto questo tempo. Se potessimo ci verrebbe da chiedere a Sandra il segreto di questa longevità coniugale, ma sappiamo già la risposta: il rispetto, la pazienza, l’ironia e un pizzico di fortuna. Così gli sposi Vianello hanno reso onore alla frase  che sugella ogni matrimonio che nasce: “finché morte non vi separi”.  Il resto è cronaca, dolore e squallidi litigi sull’eredità tra nipoti di sangue e famiglia filippina acquisita; una battuta Raimondo ce l’avrebbe avuta di certo, ma a Sandra tutto questo non avrebbe fatto piacere. Allora facciamo finta che nemmeno sia accaduto e ricordiamo solo la loro sottile ironia, quell’ironia che li ha fatti arrivare insieme anche lassù.</p>
<p><strong>Mario</strong><strong> stefanelli</strong></p>
<p><strong>LA CARRIERA </strong></p>
<p><em>Attrice brillante che puntava sulla comicità pura e sulla recitazione, Sandra Mondaini, morta a 79 anni, è stata protagonista di un susseguirsi di sketch indimenticabili che hanno segnato la sua carriera. I più famosi sono quelli con il marito Raimondo Vianello, fra i quali spicca la sit-com Mediaset del 1988 Casa Vianello, anche se i suoi primi sketch matrimoniali furono quelli recitati con Corrado a La Trottola nel 1964. Proprio agli esordi la Mondaini aveva formato la coppia di &#8220;bambini terribili&#8221; Filiberto e Arabella con Paolo Poli, che segnò il suo primo successo tv nella Canzonissima del &#8217;61. Nel &#8217;70 apparve per la prima volta &#8211; nel corso di Io e la Befana, la trasmissione Rai abbinata alla Lotteria Italia, nei panni di Sbirulino, il pagliaccio speciale amato dai bambini. Figlia d&#8217;arte di Giacinto Mondaini, il noto pittore e umorista della rivista satirica Il Bertoldo, chiamato Giaci, Sandra, era nata a Milano il 1 settembre 1931 e aveva cominciato a recitare in teatro con Marcello Marchesi, amico di famiglia. </em></p>
<p><em>La svolta avviene nel 1955 quando inizia a lavorare come soubrette nella compagnia di rivista di Erminio Macario. </em></p>
<p><em>L&#8217;incontro con Raimondo Vianello è del 1958. Si sposano quattro anni dopo formando una delle più celebri e inossidabili coppie nella vita e in tv. </em></p>
<p><em>Con lui e Gino Bramieri si impone nella parodia dell&#8217;opera pucciniana Sayonara Butterfly (1959) di Marcello Marchesi. Ma sono gli ironici drammi quotidiani di una coppia qualunque a coronare il successo della coppia in tv negli anni &#8217;70 con &#8216;Sai che ti dicò, &#8216;Tante scusè. Nel 1982, Mondaini e Vianello sono tra i primi a lasciare la Rai per passare alle reti Fininvest che non hanno mai lasciato. L&#8217;ultimo lavoro era stato il tv movie inedito Crociera Vianello, per Canale 5, e all&#8217;ultimo Festival di Sanremo è stato tributato alla coppia un omaggio ai 52 anni di vita insieme. Il 15 aprile scorso aveva accompagnato il marito nell&#8217;estremo saluto.(da: iltempo.it)</em></p>
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		<title>claire danes</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Oct 2010 08:31:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film]]></category>

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		<description><![CDATA[IL PERCORSO DI UNA STAR: CLAIRE DANES Da “Romeo + Juliet” di Baz Luhrmann a “Temple Grandin” premiato al recente Roma Fiction Fest Dal Roma Fiction Fest agli Emmy, Temple Grandin (HBO) fa incetta di premi. Il Tv Drama diretto da Mick Jackson e interpretato da Claire Danes è stato presentato in concorso durante la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.domenicaroma.it/wp-content/uploads/2010/10/templegradin1-555x228.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1153" title="templegradin1-555x228" src="http://www.domenicaroma.it/wp-content/uploads/2010/10/templegradin1-555x228-300x123.jpg" alt="" width="300" height="123" /></a></p>
<p>IL PERCORSO DI UNA STAR:</p>
<p>CLAIRE DANES</p>
<p>Da <strong>“Romeo + Juliet”</strong> di Baz Luhrmann a <strong>“Temple Grandin” </strong>premiato al recente Roma Fiction Fest</p>
<p>Dal Roma Fiction Fest agli Emmy, Temple Grandin (HBO) fa incetta di premi. Il Tv Drama diretto da Mick Jackson e interpretato da Claire Danes è stato presentato in concorso durante la IV edizione del Roma Fiction Fest lo scorso luglio aggiudicandosi  il premio per la miglior attrice protagonista.  Claire Danes sul palco del festival capitolino insieme al regista per ricevere il premio, visibilmente commossa , ha dedicato il riconoscimento alla “vera” Temple Grandin. Facciamo allora un passo indietro e analizziamo il film che le ha dato il gran successo di cui gode oggi. Il  film Romeo + Giulietta di Baz Luhrmann è una rilettura attraverso l’immaginario contemporaneo del dramma celeberrimo di William Shakespeare cui peraltro, sin dal titolo, viene sottolineata la fedeltà al testo. Il film reso un musical dal brillante regista Luhrmann, è un qualcosa di spettacolare che non può non colpire i nostri cuori per l’intenso connubio di musiche e giochi di colori scenici uniti ad un’ambientazione più che moderna. E’ l’antica storia di un amore puro costretto a morire presto a causa dell’accesa fiamma dell’ odio, ma capace di rimanere eterno in confronto all’indissolubile sentimento dell’amore. Ad interpretare il musical sono proprio Leonardo Di Caprio e Claire Danes che percorrono la più geniale, visionaria ed innovativa versione del capolavoro letterario di William Shakespeare. Odio, amore, rancore, passione, seduzione, sensualità, violenza, sono i protagonisti della storia moderna dei due amanti. La maggior parte del film è ambientata in un sobborgo immaginario di Los Angeles chiamato Verona Beach. Il nome di questo luogo gioca sul fatto che a Los Angeles esiste realmente un luogo chiamato Verona Beach, una città al tempo stesso mistica ed esoterica, dove ritroviamo ancora una volta le due famiglie rivali, Montecchi e Capuleti, da sempre in conflitto tra loro, pronte a sfidarsi su tutto senza timore di nulla. Il tutto è interpretato con un ritmo frenetico, incalzante, con duellanti armati di passione. Sembra naturale il modo in cui il sacro ed il profano si uniscono insieme per inseguire la stessa fitta trama dove le croci, simboli e cuori di Gesù, tatuate nel corpo del prete si susseguono alle  immagini di tv trash che mostrano la violenza delle moderne armi usate dai protagonisti, come le pistole sostituite alle spade originarie. Nessuna riluttanza nel mostrare la cruda realtà dell’odio spinto all’eccesso quasi da sembrare irreale. Il mondo intorno ai due amanti sembra cupo, buio, sembra costretto da una notte infinita incapace di mostrare anche solo qualche raggio di sole, di luce e quindi di vita. A questa crudele violenza si contrappone l’amore puro dei due amanti che illuminano la storia. Romeo si mostra capace di amare fino alla morte, che riflette e si interroga approfonditamente fino a giungere nelle parti più intime e più nascoste dei suoi sentimenti riscoprendo cosa vuol dire amare. Giulietta è una ragazza semplice ma nel contempo decisa ad agire nel rispetto dei suoi principi legati ai veri sentimenti verso Romeo. C’è ritmo, c’è azione, c’è un miscuglio di pathos e di drammaticità che culmina in una follia collettiva, tanto più assurda perché generata da un radicato ma altrettanto assurdo odio. Suggestiva è la scena finale della morte dei due amanti: Luhrmann inquadra dall’alto i corpi dei due giovani  in un tripudio di candele accese che li circondano e illuminano come fossero stati immolati su un altare barocco. Magica e suggestiva è la voce di Desirée nella la sua Kissing you , colonna sonora del musical che  riempie di calore l’entusiasmante incontro dei due protagonisti. Attraverso la giustapposizione di amore e odio, Luhrmann comunica che l&#8217;amore è troppo fragile per sopravvivere in una società in cui prevalgano  l&#8217;odio e la violenza. La conclusione della tragedia è l’aspetto che più diversifica l’originale di Shakespeare con la rappresentazione di Luhrmann, nella quale Giulietta si risveglia proprio mentre Romeo sta bevendo il veleno, una scena ricca di pathos in quanto gli occhi dei due si incontrano per brevi attimi, gli ultimi del loro amore e della loro vita passata insieme. Romeo muore nella consapevolezza di essersi ucciso senza motivo e Giulietta ormai uccisa dal dolore prende la pistola di Romeo e si spara il colpo per lei mortale. Così si conclude Romeo + Giulietta, un’ opera profondamente romantica e originale in grado di trasmettere anche alle nuove generazioni il senso e l’anima della più grande storia d’amore di tutti i tempi. Lasciamoci così emozionare da questo film denso di emozioni e dall’interpretazione eccelsa della protagonista giustamente premiata al Roma Fiction Festival.</p>
<p><strong>Gloria </strong><strong>Gargano</strong></p>
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		<title>ottobre letture d&#8217;autunno</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Oct 2010 08:23:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[ottobre LETTURE D’AUTUNNO ANCHE questo mese ha LA SUA PARTE DI CULTURA mi scrivi la ricetta? i cantanti, le ricette, la musica– marta tea carpinelli Dal cous cous di Claudio Baglioni alla spuma di mortadella di Cesare Cremonini, dalla pasta e fagioli dei Pooh al pane, zucchero e vino di Jovanotti, più di settanta artisti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ottobre  LETTURE D’AUTUNNO</p>
<p><strong>ANCHE questo mese ha LA SUA PARTE DI CULTURA</strong></p>
<p><a href="ottobre letture d'autunno"><img class="alignnone size-medium wp-image-1149" title="libri1-555x228" src="http://www.domenicaroma.it/wp-content/uploads/2010/10/libri1-555x228-300x123.jpg" alt="" width="300" height="123" /></a></p>
<p><strong>mi scrivi la ricetta? i cantanti, le ricette, la musica– marta tea carpinelli</strong></p>
<p>Dal cous cous di Claudio Baglioni alla spuma di mortadella di Cesare Cremonini, dalla pasta e fagioli dei Pooh al pane, zucchero e vino di Jovanotti, più di settanta artisti italiani ci raccontano la loro ricetta preferita. La particolarità di quest’opera è che le ricette sono presentate così come le hanno scritte, a mano su un foglio di carta, in modo da avvicinarli maggiormente al lettore e rendere il ricettario ancora più divertente e curioso. Ogni ricetta sarà inoltre corredata da una foto del cantante che l’ha ideata e proposta. I più grandi artisti italiani hanno partecipato con entusiasmo a questo singolare ricettario: da Alex Britti a Carmen Consoli, da Cesare Cremonini a Claudio Baglioni, dai Nomadi a Dori ghezzi e ancora Cristiano de Andrè, Elio e le Storie Tese, Enrico ruggeri, Francesco Renga, Gianna Nannini, Jovanotti, Le Vibrazioni, Paola e Chiara, Piero Pelù, i Pooh, Roberto Vecchioni, i Tiromancino, gli Zero Assoluto e moltissimi altri.</p>
<p>Editore B.C. Dalai &#8211; euro<strong> 19,00</strong></p>
<p><strong>GIUSEPPE MISTRETTA – “NEL PAESE CHIAMATO ALBERI”</strong></p>
<p>Il paese chiamato Alberi non è un luogo qualsiasi. Vi abita, infatti, uno straordinario farmacista, che, grazie all&#8217;audacia dei suoi esperimenti, è in grado di creare pozioni dagli effetti miracolosi. La sua invenzione più incredibile, un preparato in grado di donare l&#8217;invisibilità, regala al piccolo paese una fama internazionale, rendendolo meta di numerosi turisti. Ma, con la ricchezza che ne consegue, arrivano ben presto anche i guai.  Dello stesso tenore gli altri due racconti: Un gatto, due verità e tre inganni  narra le peripezie di un uomo che, alla ricerca del suo gattino perduto, si imbatterà in personaggi a dir poco singolari; Piedi traditi, invece, racconta con ironia l&#8217;impotenza dei grandi della terra, messi in ginocchio da un&#8217;insolita rivolta delle scarpe. È così che fiabe dal sapore onirico diventano ben presto metafore della realtà odierna, che l&#8217;autore tratteggia con la delicatezza necessaria per dialogare con un pubblico giovane e un acume capace di stuzzicare le riflessioni anche dei lettori adulti.</p>
<p>Editore Il Filo – euro <strong>12,50</strong></p>
<p><strong>SABRINA RICCA – “IL PESO DI ESSERE STATA PESANTE”</strong></p>
<p>È generalmente condivisa nella società odierna l’idea che grossi problemi d’obesità possano essere risolti definitivamente sotto i ferri del chirurgo. È proprio vero? Basta un’operazione chirurgica per liberarsi del peso corporeo in eccesso? La testimonianza di Sabina Ricca, operatasi di diversione bilio pancreatica, porta a riflettere a quali tipi di interventi e in quali casi sia necessario veramente l’aiuto della chirurgia. Il libro ripercorre il disagio di una donna obesa nell’arco della sua vita, dall’infanzia all’età adulta; trasmette al lettore i problemi e le insicurezze che hanno trascinato una ragazza verso la sala operatoria quale porta d’ingresso a una vita “normale”. Il racconto della sofferenza dell’organismo dell’autrice, che si trova ora a vivere in un corpo magro ma non sano, lascia spazio a un monito per tutte le persone sovrappeso: seguire un regime alimentare corretto e un’attività fisica costante sono il modo più naturale ed equilibrato per dimagrire.</p>
<p>Editore il filo – euro <strong>12,00</strong></p>
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		<title>muse</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 11:44:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[MUSE: LA MUSICA CHE FA GRANDE IL CINEMA GRANDE SUCCESSO DEI MUSE COME COLONNA SONORA DI ECLIPSE “Neutron Star Collision (Love is Forever)” è la nuova colonna sonora dell’attesissimo ritorno del terzo capito della saga di twilight; Eclipse. Sono proprio i Muse, con il loro stile musicale considerato molto eclettico che raccoglie influenze di più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="muse"><img class="alignnone size-medium wp-image-1101" title="musica1_555x228" src="http://www.domenicaroma.it/wp-content/uploads/2010/08/musica1_555x228-300x123.jpg" alt="" width="300" height="123" /></a></p>
<p>MUSE: LA MUSICA CHE FA GRANDE IL CINEMA</p>
<p>GRANDE SUCCESSO DEI MUSE COME COLONNA SONORA DI ECLIPSE</p>
<p>“Neutron Star Collision (Love is Forever)” è la nuova colonna sonora dell’attesissimo ritorno del terzo capito  della saga di twilight; Eclipse. Sono proprio i Muse, con il loro stile musicale considerato molto eclettico che raccoglie influenze di più generi come elettronica, progressive rock, spesso segnati da una vena sinfonica e orchestrale ad aver dato la voce e i testi di Eclipse. La maggior parte dei testi delle loro canzoni, composte principalmente dal frontman Matthew Bellamy, trattano temi riguardanti apocalisse, guerra, vita, universo, politica religione.</p>
<p>Chi meglio di loro poteva rappresentare l’eclettica e misteriosa saga di twilight che unisce il mondo del reale con l’irrealtà, la vita con la morte, il sogno insieme al dubbio che contrasta la vita reale in maniera così assurda da sconvolgere anche chi della razionalità ne fa il suo stile di vita. Un mondo parallelo al nostro è quello di twilight, che sicuramente tutte le numerose fans romantiche vorrebbero incontrare e percorrere almeno uno squarcio di attimi di quella realtà capace di emozionarci, rabbrividire di fronte all’amore così forte che non si ferma neanche davanti al sangue, alle guerre, al sapore di vendetta, al dolore ed alla morte.</p>
<p>Tutto è possibile se c’è l’amore, un’ amore puro anche se impuro per via della vita che l’ha reso tale, ma genuino nel suo essere più profondo. Love is Forever..  recita proprio la canzone dei Muse usata per Eclipse. Un testo ricco di emozioni che ci coinvolge al solo sentire la melodia. Il video è ancora più emozionante in quanto vengono proiettate le immagini del film.</p>
<p>È come se lui, Edward dedicasse la canzone a Bella, è come se le promettesse che non l’avrebbe mai più lasciata per nessuna scusa al mondo. Promette che il suo amore non si sarebbe fermato neanche di fronte alla morte. Lui la può salvare, la può rendere immortale, al caro prezzo di toglierle l’anima. Un’anima umana, vera. Edward la può far diventare come lui,per poterla amare per sempre, Bella infatti lotta per ottenere questo risultato pur sapendo ciò che perderà. Cio che otterrà però è piu importante per lei.  Anzi, è vitale per ottenere un senso nella sua vita. Il freddo della pelle di Edward lei non lo sente perché il suo cuore è riscaldato dal suo profondo amore nei suoi confronti. “Prenditi il tuo tempo per scegliere, ora posso dirti senza una traccia di paura che il mio amore sarà per sempre” è una frase scritta nel testo dei Muse&#8230;sì è proprio come se fosse Edward a cantarla a Bella. Forse tutto ciò è fin troppo romantico da farci pensare che qualcosa di così forte e duraturo non possa esistere, ma in realtà se l’uomo riesce a pensare, a scrivere e trasmettere tali emozioni&#8230; vuol dire che allora non è tutto così impossibile da raggiungere. I Muse un gran successo nella loro passionale canzone che unita ad Eclipse che ha fatto sognare milioni di fans. Allora cari lettori non smettiamo mai di alimentare la fiamma dell’amore che alimenta la nostra vita.</p>
<p><strong>Gloria Gargano</strong></p>
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		<title>la scultura diventa musica</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 11:41:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>

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		<description><![CDATA[LA SCULTURA DIVENTA MUSICA GABRIELE SIMEI FONDE LA SUA ARTE CON LA MUSICA DI GIOVANNI BAGLIONI Roma, giovedì 1 luglio 2010 dalle ore 19,00 la Galleria Pio Monti Arte Contemporanea ha dato il benvenuto ad una insolita e inedita inaugurazione. L’apertura della mostra personale di Gabriele Simei con le opere “Flussi”, a cura di Cesare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="la scultura diventa musica"><img class="alignnone size-medium wp-image-1097" title="mostra1_555x228" src="http://www.domenicaroma.it/wp-content/uploads/2010/08/mostra1_555x228-300x123.jpg" alt="" width="300" height="123" /></a></p>
<p>LA SCULTURA DIVENTA MUSICA</p>
<p>GABRIELE SIMEI FONDE LA SUA ARTE CON LA MUSICA DI GIOVANNI BAGLIONI</p>
<p>Roma, giovedì 1 luglio 2010 dalle ore 19,00 la Galleria Pio Monti Arte Contemporanea ha dato il benvenuto ad una insolita e inedita inaugurazione. L’apertura della mostra personale di Gabriele Simei con le opere “Flussi”, a cura di Cesare Biasini Selvaggi, è solo l’incipit di una serata-evento con l’intervento del noto chitarrista Giovanni Baglioni, che ha eseguito alcuni brani live, proiettando in anteprima il video “Anima Meccanica”, di cui i due artisti sono protagonisti. La mostra personale di Gabriele Simei intende evocare un dialogo tra gli elementi della sua collezione: ferri battuti, vetrate, maioliche, stucchi, boiseries e le sculture appositamente allestite che, come dichiara il loro nome, fluttuano dal passato verso il futuro, gravide della consapevolezza che nell’arte “l’origine è la meta”.</p>
<p>Domenica Roma ha intervistato l’artista scultore romano per sapere qualcosa in più sul messaggio contemporaneo che ci vuole trasmettere tramite le sue opere unite alla  dolce melodia di Giovanni Baglioni.</p>
<p><strong>Gabriele, in un comunicato stampa hai affermato che “ in arte l’origine è la meta”.  Questa frase spiega la tua filosofia di vita e quindi tutto ciò che concerne l’arte per te. Ci potresti spiegare meglio cosa vuol dire per te questo messaggio?</strong></p>
<p>Si, certo. Diciamo che ognuno di noi è alla ricerca dell’origine della vita e delle cose che vivono in essa. La mia arte è un arte contemporanea che tramite gli elementi primordiali da me usati, quali il ferro, la roccia, i sassi, creano un ritorno con il passato insieme all’armonia che regnava all’origine della vita. Il disegno creato dalle linne, punti e sfere presenti nelle mie opere rimandano proprio al concetto di armonia primordiale.</p>
<p><strong>Le tue opere sono ferri e sfere fluttuanti, quasi come se fossero costellazioni. La scelta dei materiali e delle forme da essi assunte, hanno un messaggio particolare da trasmettere e da rappresentare? </strong></p>
<p>Ognuno nelle mie opere può vedere ciò che desidera, si può vedere una costellazione, come uno spartito musicale. Suono in forma materico.  Sfere all’interno del pentagramma, musica ed arte che si fondono in un’ unica cosa. Il mio lavoro è di giocare con tutte le materie per ottenere un progetto che prende in oggetto 10 pezzi creati secondo una logica ben precisa. Ho a cuore tutte le mie opere da quelle più piccole create con perline colorate a quelle di grandi dimensioni create con il ferro come ad esempio l’ opera chiamata “ Strumento”. Essa sembra un’arpa, è bellissima.</p>
<p><strong>Il connubio fra arte e musica è molto forte nelle tue opere. Un’azzardo, ma una scelta di successo in quanto il linguaggio dell’arte e della musica si fondono insieme volti a comunicare emozioni e sensazioni molto forti. Te hai scelto Giovanni Baglioni per collaborare al tuo progetto, hai fuso alla tua arte contemporanea la melodia dolce e moderna della chitarra di Giovanni. Perché hai scelto proprio lui e quali sensazioni pensate di trasmettere insieme?</strong></p>
<p>Conosco Giovanni da anni ormai ed apprezzo molto la sua musica. Lavoro al mio progetto Flussi, da tre anni ormai ed ho ritenuto la musica di Giovanni la più vicina alla mia arte. Il video Anima Mecanica è infatti rappresentativo dell’ unione dei due linguaggi.</p>
<p>Ciò che non tutti sanno è che dietro le opere di Gabriele c’è un discorso legato alla fisica, le forme dei materiali da lui scelti e posizionati fanno nascere un’armonia naturale che non proviene da una attenta decorazione nel flusso, ma avviene tramite un gioco di forze fisico. Le sfere vengono infatti posizionate in base ai colori e in base al senso che l’artista vuole trasmettere.</p>
<p><strong>Gloria GARGANO</strong></p>
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		<title>la nostra vita non è quella di elio germano</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 09:10:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>

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		<description><![CDATA[La nostra vita non è quella di Elio Germano Il nuovo film di daniele Lucchetti trionfa a Cannes tra le polemiche, ma con una Grande Storia. Immaginiamo di trovarci di fronte ad un uomo improvvisamente catapultato in una situazione che non sa minimamente come affrontare. Se a questo aggiungi una condizione sociale un po’ precaria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lanostravitanonèquelladieliogermano"><img class="alignnone size-full wp-image-1046" title="cinema2_555x228" src="http://www.domenicaroma.it/wp-content/uploads/2010/07/cinema2_555x228.jpg" alt="cinema2_555x228" width="555" height="228" /></a></p>
<p><strong>La nostra vita non è quella di Elio Germano</strong></p>
<p>Il nuovo film di daniele Lucchetti trionfa a Cannes tra le polemiche, ma con una Grande Storia.</p>
<p>Immaginiamo di trovarci di fronte ad un uomo improvvisamente catapultato in una situazione che non sa minimamente come affrontare. Se a questo aggiungi una condizione sociale un po’ precaria e un dolore che ti spezza il cuore abbiamo messo le basi del nuovo film di Daniele Luchetti, &#8220;La nostra vita&#8221;, unica pellicola italiana in concorso al Festival del cinema di Cannes 2010. Ambientato nella Roma semi &#8211; periferica, l&#8217;uomo in questione è il trentenne Claudio (Elio Germano), un operaio edile, sposato con Elena (Isabella Ragonese), in attesa del terzo figlio. Lo stile di vita è un pò precario: gli stenti ci sono, si favoleggia su vacanze che non si possono fare, ma di certo non si fanno mancare nulla e la loro più grande soddisfazione sono i loro figli e la loro intensa complicità matrimoniale. Claudio inoltre ha un fratello e una sorella (interpretati da Raoul Bova e Stefania Montorsi) che rappresentano in maniera ideale quello che è il legame familiare.</p>
<p>Avendo mostrato un quadro così felice della vita di Claudio, cosa lo può aver gettato nella condizione di cui si è parlato all&#8217;inizio?! L&#8217;improvvisa e tragica morte della moglie Elena, che trancia di netto la serenità che la storia aveva mostrato fino a questo momento. Claudio si trova solo con tre figli, nella stessa condizione precaria di sempre, senza però la fondamentale vicinanza di colei che lo completava. Da questo momento in poi il film prende una piega diversa: vengono mostrate le reazioni di Claudio al lutto, o meglio le sue non &#8211; reazioni, perché anziché elaborarlo dolorosamente, il giovane si butta a capofitto nel lavoro e si concentra solo ed esclusivamente sui soldi: la smania di arrivare diventa un&#8217;ossessione, da operaio diventa una sorta di piccolo imprenditore, toccando, con mezzi discutibili, il confine della legalità.</p>
<p>Certo è che presentare al festival di Cannes un film che in qualche modo mostra un&#8217; immagine negativa dell&#8217;Italia forse è un pò controproducente per il nostro paese (come avevano sottolineato alcune autorità nei giorni precedenti al festival), ma Luchetti è stato tanto bravo da mostrare questi temi amari come una tappa nel processo di crescita del protagonista, sinonimo che volendo si può migliorare.</p>
<p>Dopo il successo di &#8220;Mio fratello è figlio unico&#8221;, Luchetti torna indubbiamente con un gran bel film, con scene molto toccanti (una su tutte quando al funerale viene cantata &#8220;Anima fragile&#8221; di Vasco Rossi) e un cast ricco di bravi attori dell&#8217;attuale panorama italiano.</p>
<p>Elio Germano per l&#8217;interpretazione di Claudio, trionfa ex aequo con Javier Bardem, ricevendo la Palma d&#8217;Oro come miglior attore protagonista e scatenando una polemica che si è alimentata nei giorni successivi alla premiazione: al momento del discorso post &#8211; premiazione Germano aveva polemizzato sui governanti italiani e aveva concluso dedicando il premio &#8220;agli italiani che nonostante la loro classe dirigente fanno di tutto per migliorare il proprio il Paese&#8221;.</p>
<p>Unica pecca dell&#8217;interpretazione di Germano è il fatto che, come spesso è accaduto in altri film, questo giovane attore è confinato troppo spesso nel solito ruolo di ragazzo di borgata, dall&#8217;accento &#8220;romanaccio&#8221;; ciò nonostante era la trama a richiedere questo tipo di figura e Germano è stato abile (o forse semplicemente naturale..) nell&#8217;adattarsi alla solita tipologia di personaggio, che speriamo non diventi una consuetudine.</p>
<p>Polemiche e piccole critiche a parte &#8220;La nostra vita&#8221; si aggiunge a un elenco di film che stanno riportando il cinema italiano ad un ottimo livello. Storie come queste con attori che rendono autentici e profondi i loro personaggi possono essere solo un vanto per il nostro paese.</p>
<p>Chiara VAGNI</p>
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