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	<title>Domenica Roma &#187; Eventi</title>
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		<title>Fight for me, la nuova fragranza maschile firmata ducati</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 07:57:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[FIGHT FOR ME, LA NUOVA FRAGRANZA MASCHILE FIRMATA DUCATI UNA FRAGRANZA PER UN UOMO GIOVANE, LIBERO DA CONDIZIONAMENTI, VINCENTE NELLA VITA E CHE NON HA NULLA DA NASCONDERE Serata evento ieri sera all’OS Club di Roma alla presenza di esponenti dello spettacolo che hanno sfilato sul red carpet e nomi dello sport italiano ROMA &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="Fight for me, la nuova fragranza maschile firmata ducati"><img class="alignnone size-medium wp-image-1336" title="Fight for me, la nuova fragranza maschile firmata ducati" src="http://www.domenicaroma.it/wp-content/uploads/2011/10/2011-10-06-20-14-23-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p><strong>FIGHT FOR ME, LA NUOVA FRAGRANZA MASCHILE FIRMATA DUCATI </strong></p>
<p><strong>UNA FRAGRANZA PER UN UOMO GIOVANE, LIBERO DA CONDIZIONAMENTI, VINCENTE NELLA VITA E CHE NON HA NULLA DA NASCONDERE</strong></p>
<p><em><strong>Serata evento ieri sera all’OS Club di Roma alla presenza di esponenti dello spettacolo che hanno sfilato sul red carpet e nomi dello sport italiano</strong></em></p>
<p><strong>ROMA &#8211; </strong>Più che un nome, una sfida e un modo di essere. Prima nazionale a Roma, ieri sera, per il lancio della fragranza maschile Ducati, ‘Fight For Me’, presentata nella location modaiola dell’OS Club capitolino alla presenza di ospiti del jet set e del mondo dello sport, come il primatista italiano Andrew Howe e le attrici Michela Quattrociocche, Giulia Bevilacqua, Francesca Inaudi, Diane Fleri, Daniela Virgilio e molti altri nomi che hanno animato l’evento organizzato da Perfume Holding.</p>
<p><a href="http://www.domenicaroma.it/wp-content/uploads/2011/10/Andrew_Howe.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1337" title="Andrew_Howe" src="http://www.domenicaroma.it/wp-content/uploads/2011/10/Andrew_Howe-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p>Una sferzata di energia sprigionata da un’essenza realizzata per un uomo libero, vincente, che non ha nulla da nascondere e che mescola, con frizzante energia, note di bergamotto calabro, violetta e mela rossa, riprendendo i colori del brand Ducati, nato a Bologna nel lontano 1926. Il tutto racchiuso nell’eleganza misurata del design italiano.</p>
<p>“Una fragranza dal taglio giovane – ha commentato <strong>Enrico Ceccato</strong>, amministratore delegato di Perfume Holding &#8211; che intende rivolgersi alla fascia di età compresa fra i 15 e i 25 anni, amanti delle moto e del marchio Ducati, che abbiamo scelto di lanciare nella Capitale perché Roma è la città ideale dove Ducati ha un grandissimo mercato. Un prodotto che si caratterizza come accessibile a tutti, perché puntiamo intenzionalmente su produzioni di altissima qualità con prezzi abbordabili. Oggi il mercato sta cambiando. Prima le fragranze venivano scelte dagli adulti e passate di generazione; oggi, invece, i giovani scelgono proprie linee in autonomia e bisogna investire su essi. Per questo, scommettiamo molto su internet, mezzo di comunicazione divenuto ormai fondamentale”.</p>
<p><a href="Fight for me, la nuova fragranza maschile firmata ducati"><img class="alignnone size-medium wp-image-1338" title="Christophe Raynaud, naso della fragranza  Brigitte Wormser, vicepresidente di Perfume Holding, Enrico Ceccato, amministratore delegato di Perfume Holding" src="http://www.domenicaroma.it/wp-content/uploads/2011/10/Christophe-Raynaud-naso-della-fragranza-Brigitte-Wormser-vicepresidente-di-Perfume-Holding-Enrico-Ceccato-amministratore-delegato-di-Perfume-Holding-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm }</p>
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<p style="margin-bottom: 0cm" mce_style="margin-bottom: 0cm;" align="CENTER"><b>FIGHT FOR ME, LA NUOVA FRAGRANZA MASCHILE FIRMATA DUCATI </b></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm" mce_style="margin-bottom: 0cm;" align="CENTER"><b>UNA FRAGRANZA PER UN UOMO GIOVANE, LIBERO DA CONDIZIONAMENTI, VINCENTE NELLA VITA E CHE NON HA NULLA DA NASCONDERE</b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" mce_style="margin-bottom: 0cm;" align="CENTER">
<p style="margin-bottom: 0cm" mce_style="margin-bottom: 0cm;" align="CENTER"><i><b>Serata evento ieri sera all’OS Club di Roma alla presenza di esponenti dello spettacolo che hanno sfilato sul red carpet e nomi dello sport italiano</b></i></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" mce_style="margin-bottom: 0cm;" align="CENTER">
<p style="margin-bottom: 0cm" mce_style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><b>ROMA &#8211; </b>Più che un nome, una sfida e un modo di essere. Prima nazionale a Roma, ieri sera, per il lancio della fragranza maschile Ducati, ‘Fight For Me’, presentata nella location modaiola dell’OS Club capitolino alla presenza di ospiti del jet set e del mondo dello sport, come il primatista italiano Andrew Howe e le attrici Michela Quattrociocche, Giulia Bevilacqua, Francesca Inaudi, Diane Fleri, Daniela Virgilio e molti altri nomi che hanno animato l’evento organizzato da Perfume Holding.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" mce_style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
<p style="margin-bottom: 0cm" mce_style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Una sferzata di energia sprigionata da un’essenza realizzata per un uomo libero, vincente, che non ha nulla da nascondere e che mescola, con frizzante energia, note di bergamotto calabro, violetta e mela rossa, riprendendo i colori del brand Ducati, nato a Bologna nel lontano 1926. Il tutto racchiuso nell’eleganza misurata del design italiano.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" mce_style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
<p style="margin-bottom: 0cm" mce_style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">“Una fragranza dal taglio giovane – ha commentato <b>Enrico Ceccato</b>, amministratore delegato di Perfume Holding &#8211; che intende rivolgersi alla fascia di età compresa fra i 15 e i 25 anni, amanti delle moto e del marchio Ducati, che abbiamo scelto di lanciare nella Capitale perché Roma è la città ideale dove Ducati ha un grandissimo mercato. Un prodotto che si caratterizza come accessibile a tutti, perché puntiamo intenzionalmente su produzioni di altissima qualità con prezzi abbordabili. Oggi il mercato sta cambiando. Prima le fragranze venivano scelte dagli adulti e passate di generazione; oggi, invece, i giovani scelgono proprie linee in autonomia e bisogna investire su essi. Per questo, scommettiamo molto su internet, mezzo di comunicazione divenuto ormai fondamentale”.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" mce_style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
<p>&#8211;></p>
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		<title>caravaggio: il genio continua a stupire</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Apr 2011 08:25:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[CARAVAGGIO: IL GENIO CONTINUA A STUPIRE Per la felicità di tutti gli innumerevoli estimatori dell’artista lombardo, ma anche degli appassionati di arte in genere, l’impronta che il grande pittore ha lasciato nella capitale continua ad essere sempre più misteriosa ed affascinante arrivando a sorprendere piacevolmente con due imperdibili appuntamenti che daranno seguito al IV centenario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="caravaggio: il genio continua a stupire"><img class="alignnone size-medium wp-image-1271" title="caravaggio1-555x228" src="http://www.domenicaroma.it/wp-content/uploads/2011/04/caravaggio1-555x228-300x123.jpg" alt="" width="300" height="123" /></a></p>
<p>CARAVAGGIO: IL GENIO CONTINUA A STUPIRE</p>
<p>Per la felicità di tutti gli innumerevoli estimatori dell’artista lombardo, ma anche degli appassionati di arte in genere, l’impronta che il grande pittore ha lasciato nella capitale continua ad essere sempre più misteriosa ed affascinante arrivando a sorprendere piacevolmente con due imperdibili appuntamenti che daranno seguito al IV centenario della sua morte, egregiamente celebrato nella capitale durante l’anno passato.</p>
<p>Numerosi sono i misteri che avvolgono l’immagine del genio artistico di Caravaggio di cui tutt’oggi non si conoscono con certezza le tecniche pittoriche, ed è proprio a questo che il Palazzo delle Esposizioni dal 22 Dicembre 2010 dedica le proprie “Sale Quattrocentesche”, ospitandovi una mostra “Caravaggio La Bottega del Genio”, che si impone l’inedito e sperimentale utilizzo degli studi effettuati fin oggi per cercare di dare forma ai sconosciuti metodi di lavoro del Michelangelo Merisi da Caravaggio (1571-1610), nonostante l’imponente bibliografia che lo riguarda. Per cercare di cogliere i segreti ed i procedimenti esecutivi dei suoi processi creativi ed entrare nei meccanismi della realizzazione di opere di sorprendente modernità, sarà presentata un ipotesi di componimento dello studio dell’artista negli anni romani, con quattro esempi costruiti su scala reale creati tra giochi di luce sorprendenti e modelli in resina che ci calano magicamente negli anni in cui lo stesso, animava i vicoli della Scrofa.</p>
<p>Ed è proprio su quest’altro tema che verterà la mostra “Caravaggio a Roma Vita dal Vero” che aprirà invece i battenti il 10 Febbraio presso la Sala Alessandrina degli Archivi di Stato, in cui termina la spy-story portata a termine da un equipe preparatissima di archivisti e storici che hanno portato alla luce dopo anni di duro lavoro dei documenti in grado di controvertire tutte le popolari nonchè filosofico-storiche convinzioni sull’arrivo e permanenza dell’irrequieto artista a Roma; irrequieto già… perché l’indagine nasce dalla ristrutturazione di documenti riguardanti delle deposizioni del garzone di un barbiere dell’epoca, in cui viene descritto e citato l’artista come testimone di una rissa. Siamo nel 1597 e da collegamenti precisi si stabilisce che il reale arrivo a Roma di Michelangelo Merisi si debba collocare nei primi mesi del 1596 e non come fin ora ritenuto nel 1593. Questo, significa che tutte le opere a lui attribuite in quegli anni… oggi sono oggetto di discussione.</p>
<p>Il materiale esposto nelle due mostre e le rispettive correnti di pensiero, gettano ogni appassionato in una magica atmosfera intrisa di estro e passione, riaccendono i più o meno latenti focolai artistici che ardono in chiunque si avvicini ad avvenimenti di questo tipo e trovando e valorizzando in quella stessa scintilla, il vero senso di questi eventi; non solo punto d’incontro di studiosi d’arte che parallelamente hanno i loro canali da percorrere e seguire nell’appagamento dei loro sensi, ma faro di richiamo per tutte le persone più comunemente popolane, ma attratte dai colori e dai profumi dell’arte e dalle figure degli artisti. Figure stanche, sbattute, incomprese, personaggi passionali e irruenti da sempre sviliti e riconosciuti autori di opere inestimabili, dissipatori di ricchezze a volte mai avute, geni sregolati ed amanti instancabili, pazzi a volte o visionari assoggettati all’uso di alcool e droghe.</p>
<p>Artisti.</p>
<p>Michelangelo Merisi da Caravaggio ne è un esemplare tanto affascinante quanto sfuggente, ed al di fuori dell’indiscusso talento artistico, che ad oggi sorprende nella vita che trasuda nelle prospettive e nella luce propria che emanano le sue opere, ancora ci si domanda cosa abbia fatto nella sua vita dall’anno di nascita, il 1571, fino ad appunto nei primi mesi del 1596, anno che invece lo vedono lasciare i primi segni di presenza artistica come praticante presso lo studio di un certo Lorenzo Carli, siciliano specializzato in dipinti sacri per canoniche con bottega “in su le strade che portano alla Scrofa”.</p>
<p>Michelangelo Merisi da Caravaggio, il “Caravaggio”, “praticava” a venticinque anni, ma di ciò che faceva prima non si sa nulla, non c’è traccia alcuna nemmeno di un suo disegno a matita… Impensabile? Sicuramente improbabile…Ma a noi piace il mistero, a noi piace il “Caravaggio”.</p>
<p><a href="caravaggio: il genio continua a stupire"><img class="alignnone size-medium wp-image-1272" title="caravaggio1-555x270" src="http://www.domenicaroma.it/wp-content/uploads/2011/04/caravaggio1-555x270-300x145.jpg" alt="" width="300" height="145" /></a></p>
<p>LE MOSTRE NEL DETTAGLIO:</p>
<p><strong>MOSTRA: </strong></p>
<p>“CARAVAGGIO – LA BOTTEGA DEL GENIO”</p>
<p><em>DURATA:</em> 22-12-2010 / 29-05-2011</p>
<p><strong><em>LUOGO: </em></strong>ROMA, PALAZZO VENEZIA – SALE DEL ‘400 (P.Terra) Via del Plebiscito 118</p>
<p><strong><em>INGRESSO: </em></strong>dalle 10 alle 19 dal MARTEDì alla DOMENICA chiuso a Natale e Capodanno</p>
<p><strong><em>BIGLIETTO: </em></strong>INTERO euro 6,00 RIDOTTO euro 4,00 RIDOTTO SCUOLE euro 3,00</p>
<p><strong>MOSTRA: </strong></p>
<p>“CARAVAGGIO A ROMA – VITA DAL VERO”</p>
<p>DURATA: 10-02-2011 / 15-05-2011</p>
<p><strong><em>LUOGO: </em></strong>ROMA, ARCHIVIO DI STATO SANT’IVO ALLA SAPIENZA Corso Rinascimento, 40</p>
<p><strong><em>INGRESSO: </em></strong>dalle 09 alle 18.30 TUTTI I GIORNI &#8211; ultimo ingresso 17.45</p>
<p>CON VISITA GUIDATA euro 8,00</p>
<p><strong>di Andrea Febo</strong></p>
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		<title>gran ballo delle debuttanti</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Jan 2011 11:02:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[gran ballo delle debuttanti Quanti VIP e quanta Polizia al Ballo di Palazzo Venezia Riscoprire il significato di un&#8217;antica tradizione e renderla attuale, mantenendo inalterato il pathos e l&#8217;emozione dell&#8217;evento. Questo lo spirito del &#8220;Gran Ballo Viennese&#8221; di Roma – giunto alla quarta edizione &#8211; del celebre ballo delle debuttanti della capitale austriaca. Il 16 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="gran ballo delle debuttanti"><img class="alignnone size-full wp-image-1261" title="intro2_260x140" src="http://www.domenicaroma.it/wp-content/uploads/2011/01/intro2_260x140.jpg" alt="" width="260" height="140" /></a></p>
<p>gran ballo delle debuttanti</p>
<p>Quanti VIP e quanta Polizia al Ballo di Palazzo Venezia</p>
<p>Riscoprire il significato di un&#8217;antica tradizione e renderla attuale, mantenendo inalterato il pathos e l&#8217;emozione dell&#8217;evento. Questo lo spirito del &#8220;Gran Ballo Viennese&#8221; di Roma – giunto alla quarta edizione &#8211; del celebre ballo delle debuttanti della capitale austriaca.</p>
<p>Il 16 ottobre il piano nobile di Palazzo Venezia &#8211; proprio nella Sala del Mappamondo e nel Salone delle Battaglie, dove il Duce aveva il suo ufficio e riuniva il Gran Consiglio del fascismo &#8211; ha fatto da cornice all’edizione 2010 del “ballo viennese” di Roma, unico Ballo delle Debuttanti Italiano, voluto dalla Città di Vienna e gemellato con il celebre <em>Opernball</em> (il ballo delle debuttanti di Vienna) e fino all&#8217;anno scorso ospitato al Palazzo Brancaccio. Il trasferimento a Palazzo Venezia ha segnato i legami con l&#8217;Austria, della cui ambasciata il grande edificio quattrocentesco fu sede all&#8217;inizio del secolo scorso, fino al 1916.</p>
<p>La solidarietà è stato il primo obiettivo del Gran Ballo Viennese e, di conseguenza, il ricavato della serata è stato devoluto a sostegno della Fondazione Fibrosi Cistica – Onlus, creata da Matteo Marzotto.</p>
<p>Il prestigioso evento di beneficenza, con spettacolo e gala dinner, presentato dall&#8217;Ambasciata d&#8217;Austria, promosso dalla Città di Roma e dalla Città di Vienna in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ha voluto anche essere un suggestivo appuntamento non solo istituzionale, ma anche personale, un&#8217;avventura incantevole capace di coinvolgere e appassionare le giovani generazioni che ne prendono parte.</p>
<p>Un sogno che per ciascuna delle debuttanti, tutte di età compresa fra i 16 ed i 23 anni, per riassaporare, sulle note dei valzer di <em>Strauss</em> in una serata di oggi, i valori e le tradizioni viennesi di tempi lontani e a vivere un&#8217;esperienza che potrà, per altri giovani, consolidarsi nel tempo e diventare uno degli eventi annuali più prestigiosi e ambiti della Capitale a livello internazionale.</p>
<p>Le ragazze sono state accompagnate – come l’edizione passata &#8211; dagli Atleti dei Gruppi Sportivi della Polizia di Stato &#8220;Fiamme Oro&#8221;, che hanno fornito, inoltro, il supporto logistico per le prove del ballo &#8211; nei giorni precedenti l’evento &#8211; sotto la guida di <em>Fabio Mollica</em>. A rafforzare ancora di più la presenza degli atleti delle Fiamme Oro, la partecipazione &#8211; in qualità di testimonial del G.S. della Polizia di Stato &#8211; della campionessa olimpica di Super G di Salt Lake City ‘02, la sciatrice <em>Daniela Ceccarelli </em>e la Medaglia di Bronzo di Salt Lake City ’02, <em>Karen Putzer</em>.</p>
<p>L&#8217;organizzazione dell&#8217;evento, come nelle precedenti edizioni, è stato curato dalla <em>Luxury Italian Excellence</em> di <em>Elvia Venosa </em>(www.granballodelledebuttantiroma.it.), con le collaborazioni artistiche dello stilista <em>Camillo Bona</em>, per gli abiti bianchi delle fanciulle, e dello staff della scuola di <em>Gil Cagnè </em>per l’acconciatura ed il trucco. Alla serata erano presenti l’Ambasciatore d’Austria in Italia, <em>Christian Berlakovits</em>, numerosi personaggi della politica e della mondanità romana ed oltre 800 ospiti, che hanno permesso a Roma di assaporare una serata di altri tempi ed alle giovani debuttanti di vivere una serata come una incantevole principessa Sissi!</p>
<p><strong>Gabriele Impronta</strong></p>
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		<title>la necessità della primavera</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Oct 2010 08:59:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[LA NECESSITÀ DELLA PRIMAVERA In una mostra ricordo i dipinti più belli di Pino Mattone Dal 15 al 22 ottobre la Galleria Gard propone una mostra antologica sull’artista, recentemente scomparso, Pino Mattone. L’inaugurazione è prevista il giorno 15 alle 19:00 in via dei Conciatori, 3i e sarà accompagnata da un vernissage di benvenuto. La mostra presenta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="la necessità della primavera"><img class="alignnone size-medium wp-image-1178" title="mostra1-555x228" src="http://www.domenicaroma.it/wp-content/uploads/2010/10/mostra1-555x228-300x123.jpg" alt="" width="300" height="123" /></a></p>
<p>LA NECESSITÀ DELLA PRIMAVERA</p>
<p>In una mostra ricordo i dipinti più belli di Pino Mattone</p>
<p>Dal 15 al 22 ottobre la Galleria Gard propone una mostra antologica sull’artista, recentemente scomparso, Pino Mattone. L’inaugurazione è prevista il giorno 15 alle 19:00 in via dei Conciatori, 3i e sarà accompagnata da un vernissage di benvenuto. La mostra presenta una selezione delle opere dell’ artista romano dagli anni ’60 al 2010, con una grande varietà di generi e tecniche (dipinti a tempera, acquerelli, disegni a china, bassorilievi di carta, sculture in legno, sculture in bronzo e gioielli in argento e pietra). “Necessità della primavera” è il titolo di questo evento che trae spunto da una delle sue ultime opere. Pino Mattone ha svolto la sua attività prevalentemente a Roma, organizzando mostre, sia personali che collettive, anche a Milano ed in altre città d’Italia.  La sua collaborazione con Duilio Morosini ha prodotto, nel 1974, un catalogo per la mostra al CIAK di Roma con una introduzione nella quale il critico d’arte così definisce il lavoro di Mattone: “[...] <em>Scultura frontale a piani stratificati. Scultura di masse sovrapposte o concatenate. Con intenti simbolici, in ambedue i casi: concrezioni primordiali della natura, e, rispettivamente, rappresentazioni totemiche di ciò che permarrebbe nell’essenza dell’uomo, malgrado i rivolgimenti di base e di sovrastruttura, malgrado l’ &#8220;accelerazione&#8221; della storia”</em> [...]<em>di alcune di tali ricerche rendono conto</em> [...] <em>i disegni.</em> [...] <em>I dati distintivi di questa ricerca si possono riassumere, sommariamente, in questi punti. Le attive interferenze tra astrazione evocativa e figurazione oggettuale. I rapporti di polivalenza tra forme e significati. La strutturazione e disposizione delle figure secondo un ordine tettonico e &#8220;scenico&#8221;. L’impianto tendenzialmente monumentale.</em> [...]”</p>
<p><a href="la necessità della primavera"><img class="alignnone size-medium wp-image-1179" title="mostra2-555x228" src="http://www.domenicaroma.it/wp-content/uploads/2010/10/mostra2-555x228-300x123.jpg" alt="" width="300" height="123" /></a></p>
<p>Vincitore di quattro concorsi per opere in bronzo indetti dall’I.N.P.S. per alcune sedi in Italia (tra cui la sede di via dell’Amba Aradam a Roma), nel 1978 vince un concorso internazionale indetto dal Governo Libico per un gruppo scultoreo insieme all’amico Lucio Narisi. Pino Mattone ha lavorato anche come grafico per le edizioni della Casa Editrice “il Centro di Ricerca” dal 1989 al 2003. Tra le ultime mostre  organizzate ricordiamo quella del 2004 nella chiesa della SS. Trinità a Todi, con il patrocinio del Comune di Todi, e le due mostre insieme al figlio Lorenzo (nel 2006 e nel 2009) alla Torretta Valadier a Ponte Milvio, con il Patrocinio del Comune di Roma, XX Municipio. La mostra offre un’ampia casistica del suo complesso lavoro, accompagnata da documenti, immagini dell’artista e di alcune delle tante opere da lui realizzate non presenti nella galleria. L’organizzazione dell’evento è a cura di Sonia Mazzoli e Lorenzo Mattone, con il prezioso contributo della Pieffeart e della Cami Eventi e Comunicazione, che hanno messo a disposizione tempo, impegno e mezzi per poter realizzare questo progetto.</p>
<p><strong>Massimo DOXA</strong></p>
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		<title>ligabue</title>
		<link>http://www.domenicaroma.it/ligabue/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 11:38:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[LIGABUE: NEGLI STADI PER SALUTARE “IL MOSTRO” Un emozionante tour, partito da Roma e che attraverserà l’Italia a seguito di un nuovo album in testa alle classifiche “Arrivederci, mostro!”, con questo titolo Ligabue è tornato con un nuovo album da studio, 12 canzoni che servono a salutare, come afferma il cantante stesso, “i propri mostri, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="ligabue"><img class="alignnone size-medium wp-image-1093" title="musica2_555x228" src="http://www.domenicaroma.it/wp-content/uploads/2010/08/musica2_555x228-300x123.jpg" alt="" width="300" height="123" /></a></p>
<p>LIGABUE: NEGLI STADI PER SALUTARE “IL MOSTRO”</p>
<p>Un emozionante tour, partito da Roma e che attraverserà l’Italia a seguito di un nuovo album in testa alle classifiche</p>
<p>“Arrivederci, mostro!”, con questo titolo Ligabue è tornato con un nuovo album da studio, 12 canzoni che servono a salutare, come afferma il cantante stesso, “i propri mostri, i propri fantasmi che si possono chiamare ossessioni, paure, condizionamenti, senso di inadeguatezza, aspettative. Sappiamo – continua &#8211; che sono vivi e sono il filtro attraverso cui chiunque matura la propria, personale visione del mondo. Alcuni di loro li ho affrontati in questo album ma era solamente per fargli sapere che li stavo salutando. So benissimo che sarebbe fin troppo bello che fosse un saluto definitivo. Infatti non mi sono permesso di dire: “Addio, mostro!” ma un più prudente e realistico: “Arrivederci, mostro!”. Segue l’uscita del disco un tour di concerti negli stadi italiani che durerà fino alla fine dell’ estate. L’esordio della tournèe è stato a Roma con una doppia tappa, il 9 e 10 luglio allo Stadio Olimpico, due ore e mezza di musica in cui Ligabue propone gran parte del suo nuovo lavoro e tutti i successi che lo hanno consacrato nel panorama nazionale. Alle 21.15 in punto il cantante di Correggio si è concesso ai suoi fan per due ore e mezza di concerto in un continuo crescendo di emozioni, uno spettacolo a grande impatto emotivo, dominato da un palco molto grande, occupa quasi tutta la lunghezza di una campo da calcio, diviso in 3 blocchi, con giochi di luce e immagini davvero irripetibili. Alcune delle versioni delle sue canzoni storiche sono state leggermente rivisitate rispetto alle versioni da studio, in modo da renderle ancora più dinamiche e coinvolgenti. Non mancano duri assoli di chitarre elettriche che arrivano diritti al cuore prorompenti come fiume in piena.  Ad aprire il concerto le prime tre canzoni di “Arrivederci, mostro”: ‘Quando canterai la tua canzone’, ‘La linea sottile’, ‘Nel tempo’. Il cantante romagnolo utilizza il brano ‘Nel tempo’ come sponda per fare un salto indietro nel suo di tempo e iniziare a far rivivere ai fan i suoi successi passati. Durante l’esecuzione di questo brano, sui maxischermi, c’è l’immagine di Ligabue in pieno stile ‘Pop art’ che collega il suo presente al suo passato. Si continua con ‘Balliamo sul mondo’, ‘Bambolina e Barracuda’ e le altre hit di inizio carriera. Una perfetta miscela di passato e presente presentata da un Ligabue in buona forma e con la voglia di salutare, insieme ai propri fan, quel mostro o quei mostri con la sua musica: dinamica e trascinante per la maggior parte, ma anche romantica e riflessiva in alcuni brani, come la ballata “Ci sei sempre stata” e “Il peso della valigia”. Il palco prevede anche una passerella al centro che porta nel cuore del parterre, dove ci sono i fan più affezionati, proprio lì Luciano si lascia andare regalando a tutti gli appassionati quelle canzoni più intime. Suggestiva ed emozionante è la versione chitarra e voce di “Ho perso le parole”: un grande brivido che tocca tutti quando con coraggio e convinzione Ligabue canta i versi “credici un po’ metti insieme un cuore prova a sentire e dopo credimi, credimi un po’ di più, di più davvero”. Si arriva al giro di boa dell’evento con ‘Piccola stella senza cielo’ e con una versione velocissima e scatenata di ‘Marlon Brando è sempre lui’.</p>
<p>Penultimo brano è ‘Buonanotte all’Italia’, cantata da Ligabue sulla pedana al centro del prato, un momento toccante in cui il cantante e la musica fanno da sottofondo alla foto dei personaggi di ieri e di oggi che hanno reso grande e importante il nostro paese: da Falcone e Borsellino a Pisolini, Valentino Rossi, Benigni, Sofia Loren, Gassman, Totò, Giovanni XXIII e tanti, tantissimi altri. In questo brano le  luci sono azzurre e puntano il cielo, come a dire “guarda, mondo, di cosa siamo capaci”. Il mostro è stato così salutato: la paura, la tristezza sono andate via. I ritmi sfrenati delle sue canzoni hanno fatto sì che venisse liberato tutto ciò che di negativo c’era. Serve un messaggio di speranza, per affrontare il resto del cammino  e  anche qui Liga non delude. Come un padre, un vecchio amico si lascia andare e dà un consiglio a tutti i ragazzi affermando che comunque vada “Il meglio deve ancora venire”. In pista così per l’ultimo sfrenato ballo tra il tripudio della gente che ha bisogno di una speranza, di un segno per continuare a crederci, per continuare a ‘tenere botta’ e per continuare a considerare la vita una cosa meravigliosa, degna di essere vissuta.</p>
<p>Al termine del concerto, segue l’after-show davvero unico ed esclusivo, organizzato dall’agenzia Free Event: un momento in cui è possibile riprendersi dalle “fatiche” del concerto assaporando un cocktail offerto dall’agenzia organizzatrice e condividendo le emozioni con gli altri partecipanti. Un’idea davvero innovativa, sperimentata già nei concerti delle più grandi star italiane come Claudio Baglioni, Laura Pausini e Vasco Rossi e che si ripeterà in altre tappe del concerto di Ligabue.</p>
<p><strong>Francesco FRATTARELLI</strong></p>
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		<title>roma capitale dell&#8217;arte contemporanea</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 08:45:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma: Capitale dell’Arte Contemporanea Inaugurati il Maxxi ed il Macro Il neonato museo MAXXI al Flaminio di Zaha Hadid, i nuovi spazi del complesso MACRO del Nomentano progettati da Odile Decq, nell’ultima settimana di maggio Roma è diventata capitale dell’arte contemporanea, grazie alle grandi prime delle due “archistar” al femminile. Per la prima volta Roma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://romacapitaledell'artecontemporanea"><img class="alignnone size-full wp-image-1026" title="maximacro1_555x228" src="http://www.domenicaroma.it/wp-content/uploads/2010/07/maximacro1_555x228.jpg" alt="maximacro1_555x228" width="555" height="228" /></a></p>
<p><strong>Roma: Capitale dell’Arte Contemporanea</strong></p>
<p>Inaugurati il Maxxi ed il Macro</p>
<p>Il neonato museo <strong>MAXXI </strong>al Flaminio di Zaha Hadid, i nuovi spazi del complesso <strong>MACRO</strong> del Nomentano progettati da <em>Odile Decq</em>, nell’ultima settimana di maggio Roma è diventata capitale dell’arte contemporanea, grazie alle grandi prime delle due “archistar” al femminile.</p>
<p>Per la prima volta Roma collauda una vera e propria settimana dell&#8217;arte contemporanea, con una concentrazione di eventi internazionali. D&#8217;altronde non si apre tutti i giorni un gioiello prezioso come il <strong>Maxxi, il Museo nazionale per le Arti del XXI secolo</strong> griffato dall&#8217;archi-star anglo irachena<strong> </strong><em>Zaha Hadid </em>(dopo svariati anni di lungaggini e una spesa di 150milioni di euro). E i numeri parlano chiaro, se si contano almeno seicento giornalisti accreditati e oltre cinquemila invitati al mega party inaugurale, tra premi Nobel e premi Oscar e anche quindicimila  visitatori prenotatisi on line (con posti esauriti in soli tre giorni) per l&#8217;anteprima gratuita dedicata a Roma.</p>
<p>E sempre all’insegna degli acronimi “extra large”, anche il nuovo <strong>Macro</strong> &#8211; il museo comunale disegnato dall&#8217;architetto visionario francese <em>Odile Decq </em>(diecimila metri quadrati nell’ala &#8220;vecchia&#8221; della ex Birreria Peroni) &#8211; ha fatto il suo debutto, dopo un&#8217;attesa spasmodica di quasi un decennio, svelandosi al mondo, con una quattro giorni di opening no-stop, preceduta da un dîner noir con i curatori del Louvre, architetti e personaggi del cinema. Architetture che in modo diverso dialogano con la città: il <strong>Maxxi</strong> si impone come una scultura fluida capace di imporsi come nuovo polo catalizzatore; il <strong>Macro </strong>sale invece, più discreto, tra gli edifici esistenti, con un volume trasparente che rompe l&#8217;angolo delle facciate, restaurate, di quella che una volta era la fabbrica della birra. Il primo estroverso, l&#8217;altro introverso.</p>
<p><strong>MAXXI</strong><strong></strong></p>
<p>Il MAXXI, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo, il primo museo pubblico nazionale dedicato alla creatività del nostro tempo.</p>
<p>L&#8217;imponente museo ha la missione di promuovere l&#8217;arte e l&#8217;architettura del XXI secolo e di raccogliere le testimonianze artistiche della creatività contemporanea per conservarle, studiarle e metterle a disposizione del pubblico e sarà di certo un punto di riferimento nazionale per le istituzioni pubbliche e private operanti in Italia e all&#8217;estero, così come per gli artisti, gli architetti e il pubblico più vasto, con un lavoro approfondito di valutazione del presente che delineerà un quadro in costante aggiornamento sullo sviluppo delle arti e dell&#8217;architettura del XXI secolo.</p>
<p>Con il progetto del MAXXI si supera l’idea dell’edificio-museo. La complessità dei volumi, le pareti curvilinee, il variare e l’intrecciarsi delle quote determinano una trama spaziale e funzionale molto articolata che i visitatori possono attraversare seguendo percorsi sempre diversi e inaspettati. Ambienti molteplici convivono in una sequenza di gallerie illuminate dalla luce naturale filtrata da un particolare sistema di copertura. La grande hall a tutta altezza ospita i servizi di accoglienza e introduce all’auditorium, alle gallerie destinate alle collezioni permanenti, alle mostre e agli spazi dedicati alla caffetteria e al bookshop.</p>
<p>Tra le mostre inaugurali spicca &#8216;<em>Spazio. Dalle collezioni di arte e architettura del MAXXI</em>&#8216;   (30 maggio 2010 &#8211; 23 gennaio 2011) che presenta 80 opere firmati da maestri tra cui Boetti, Kentridge, Penone, Vezzoli, in un dialogo con progetti pensati appositamente per la mostra da dieci architetti e studi di architettura internazionali.</p>
<p>Gli altri appuntamenti previsti sono &#8216;Gino De Dominicis.<em> L’Immortale</em>&#8216; (30 maggio &#8211; 7 novembre 2010); &#8216;Luigi Moretti architetto. <em>Dal Razionalismo all’Informale</em>&#8216; (30 maggio &#8211; 28 novembre 2010) e infine &#8216;Kutlug Ataman. <em>Mesopotamian Dramaturgies</em>&#8216; (30 maggio &#8211; 12 settembre 2010).</p>
<p><strong>MACRO</strong></p>
<p>La sede originaria di MACRO nasce dalla riconversione e restauro di un importante edificio industriale costruito agli inizi del XX secolo e collocato nel quartiere Nomentano di Roma. La prima fase di riconversione, completata nel settembre del 1999, ha consentito l&#8217;apertura di sei ampie sale espositive, la mediateca, la libreria, la sala conferenze, un laboratorio, un bookshop e un bar, in questa struttura vengono anche ospitate la collezione permanente del MACRO e gli uffici amministrativi.</p>
<p>Il progetto del NUOVO MACRO, realizzato su disegno dell’architetto <em>Odile Decq</em>, sorge a ridosso dell’originaria struttura recuperata nel 1999 e, nell’intenzione della progettista, si pone l’obiettivo di trovare un equilibrio dinamico attraverso la creazione di differenti punti di vista e di approccio al museo. Le aree interne ed esterne non sono concepite in modo statico, ma diventano dinamiche ed offrono ai visitatori l’attrattiva di una scoperta continua. L&#8217;inserimento del nuovo edificio progettato dall’architetto <em>Decq</em>, in un contesto molto definito a livello architettonico, vuole integrare la nuova struttura con l’intero isolato urbano. Gli elementi che caratterizzano questo processo sono: l’ ingresso del Nuovo MACRO posto all&#8217;angolo tra via Nizza e via Cagliari con la creazione di un doppio ingresso rispetto alla precedente sede museale (in via Reggio Emilia) e l’occupazione di un intero isolato del quartiere; la creazione di un tetto-giardino percorribile a più livelli che consente al visitatore di potersi appropriare di una parte di città sconosciuta, in particolare il tetto percorribile costituisce inoltre uno degli elementi architettonici più importanti nella ridefinizione della identità del Nuovo MACRO e della parte di città che lo ospita. In via Nizza il Macro si presenta con un volume trasparente che rompe l&#8217;angolo delle facciate, restaurate, di quella che una volta era la fabbrica della birra. Il prisma, con una pelle disegnata da una maglia metallica che filtra la luce, è sospeso e ospita l&#8217;Art Cafè. E&#8217; questo l&#8217;ingresso del museo che non sarà solo uno spazio espositivo ma un luogo per la città: si potrà andare senza pagare il biglietto nel foyer principale, lungo le passerelle che attraversano in quota lo spazio museale, e sulla terrazza panoramica che <em>Odile Decq</em> ha allestito come una piazza, con una fontana, un boschetto di lampioni disegnati come dei &#8216;giavellotti&#8217; e un ristorante con un centinaio di posti a sedere.</p>
<p>Al museo di <em>Odile Decq</em> si entra superando una piccola corte, sulla quale affacciano le pareti trasparenti del foyer e dove inizia a salire anche la scala che porta direttamente sulla terrazza-paesaggio. Il primo spazio che si incontra è pubblico, alto otto metri, con pareti nere, che ricordano il carattere industriale dell&#8217;edificio. Nel mezzo un monolite rosso, una sorta di meteorite si incastra nel pavimento e è il vero protagonista del Macro: un volume irregolare che ospita al suo interno l&#8217;auditorium, rosso lucido dentro, e rosso satinato fuori. Due le sale espositive: una al piano terra di 1200 mq e di altezza variabile da 8 a 12 metri, l&#8217;altra al primo piano di 500 mq. Gli spazi pubblici sono dinamici, le aree espositive più neutrali lasciano spazio al protagonismo delle opere d&#8217;arte.</p>
<p><strong>MACRO A TESTACCIO</strong></p>
<p>Una sezione del MACRO è presente anche a Testaccio, dove nei fabbricati dell&#8217;ex mattatoio -  grazie ad una precisa riconversione &#8211; è stato realizzato MACRO Future, una vivace area per manifestazioni culturali ed eventi artistici e destinato a diventare luogo ideale per la sperimentazione culturale. A fare da apripista a questo preludio di arte “<em>The Road to Contemporary Art</em>&#8220;, la terza edizione della fiera internazionale dell&#8217;arte contemporanea diretta da Roberto Casiraghi al MacroTestaccio, suggestivo esempio di archeologia industriale nell&#8217;ex mattatoio romano, con i suoi due padiglioni e lo splendido spazio della Pelando, alla presenza di opere d’arte di maestri storici, talenti emergenti e proposte evergreen, per 67 gallerie italiane e straniere, dalla sezione principale (Main Section), all&#8217;area più alternativa (Start Up) riservata a diciassette gallerie giovani nate dopo il 2006 con progetti più trendy, aggressivi e provocatori.</p>
<p>Dopo questa apertura però gli spazi del Macro chiuderanno per il completamento del cantiere (a fine anno l’apertura), mentre rimarranno le mostre della MacroEstate negli spazi delle vecchie scuderie della Birreria Peroni ad intrattenere il pubblico fino al 22 agosto, tra revival degli anni &#8217;80, omaggi a grandi artisti come <em>Zorio</em> e<em> Pirri</em>, opere borderline tra arte e scienza, installazioni di una foresta di settemila microaquiloni fluttuanti appesi a migliaia di fili, rivestimenti di porzioni di muro all&#8217;insegna di eden utopistici.</p>
<p>Informazioni sulle programmazioni dei due complessi museali ai siti www.fondazionemaxxi.it e www.macro.roma.museum.</p>
<p><strong>Gabriele Impronta</strong></p>
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		<title>la natura secondo de chirico</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 08:42:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lanaturasecondodechirico"><img class="alignnone size-full wp-image-957" title="mostre_555x150" src="http://www.domenicaroma.it/wp-content/uploads/2010/05/mostre_555x150.jpg" alt="mostre_555x150" width="555" height="150" /></a></p>
<p>La Natura   Secondo De Chirico</p>
<p>Roma 9 Aprile &#8211; 11 Luglio Palazzo delle Esposizioni</p>
<p>De Chirico, un uomo, un artista, un surrealista. Il surrealismo è il movimento  artistico nel quale l’artista esprime al meglio la sua personalità ed il suo charme insito nei suoi pensieri. Tramite i suoi dipinti De Chirico rende manifesta la sua avversione verso la logica e la razionalità, e lo fa straordinariamente attraverso canoni matematici e geometrici. Volti ovali, distanze calcolate e precise, effetti tridimensionali sono le caratteristiche che ci mostra nelle sue opere.  Il surrealismo viene definito come automatismo psichico puro con il quale ci si propone di esprimere, sia verbalmente che in ogni altro modo, il funzionamento reale del pensiero, in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione. Esso quindi non è solo un movimento artistico, quanto arte ottenuta con il frutto di studi della psicologia e della sensibilità umana. La logica è ciò che governa la vita degli esseri umani e proprio per questo i surrealisti, che vanno oltre la realtà, la infrangono, la portano alla distruzione quasi totale. Filosofia, psicologia ed arte si fondono e si uniscono in un unico corpo, in un’ unica espressione.</p>
<p>La filosofia nichilista di Nietzesche viene così presa in grande considerazione da De Chirico, il quale tende al annullare gli elementi reali per dar vita ad una irrealtà che fa pensare. “Il canto d’amore”, una delle opere più famose esposta nella mostra a Roma, ha un fascino misterioso, come quasi tutte le opere metafisiche di De Chirico, perché si presenta come un enigma la cui soluzione non potrà mai essere trovata. Più si guarda il dipinto e più le domande che ci poniamo potendolo osservare, invece di trovare una risposta, non fanno che aumentare di minuto in minuto ed affollare la nostra mente di interrogativi. In uno spazio urbano, dall’aspetto identico a tante sue «piazze d’Italia», sul fianco di un edificio è collocata una testa enorme, frammento di una statua classica, e un guanto da chirurgo, anch’esso gigantesco; a terra vi è infine una enorme palla verde. Tre elementi, niente in comune, mille domande, ma d’altronde cosa c’è di meglio dei pensieri umani? Cartesio con la nota espressione “ Cogito ergo sum”  voleva proprio far capire che il pensiero è vita e non si può vedere sempre solo ciò che si vede. L’ arte di De Chirico stimola l’intelligenza umana ad arrivare oltre ciò che è normale e scontato, per arrivare fino al profondo della nostra psiche. Una mostra sicuramente da vedere e fare propria, tenendo strette le emozioni che ci regala. <strong></strong></p>
<p><strong>Gloria GARGANO</strong></p>
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		<title>70 anni da vera bomba!</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 08:33:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[70 anni da vera bomba! Ha compiuto 70 anni la più grande voce femminile della musica italiana E sicuramente la voce che tutti amano, con cui molti si sono innamorati, altri consolati dopo la fine di un amore. E’ stata la voce del sentimento, della ribellione, della festa. Una voce che ha accompagnato e scandito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://70annidaverabomba!"><img class="alignnone size-full wp-image-858" title="mina2_555x200" src="http://www.domenicaroma.it/wp-content/uploads/2010/04/mina2_555x200.jpg" alt="mina2_555x200" width="555" height="200" /></a></p>
<p><strong>70 anni da vera bomba!</strong></p>
<p>Ha compiuto 70 anni la più grande voce femminile della musica italiana<strong></strong></p>
<p>E sicuramente la voce che tutti amano, con cui molti si sono innamorati, altri consolati dopo la fine di un amore. E’ stata la voce del sentimento, della ribellione, della festa. Una voce che ha accompagnato e scandito la storia italiana del dopo-guerra. Ineffabile per la sua potenza, inarrivabile per l’estensione. E’ la voce di Mina Anna Mazzini, o semplicemente Mina, nata a Busto Arsizio nel 1940, che ha compiuto 70 anni lo scorso 25 marzo. Un’ eclettica interprete di grandissimi brani: sensuale e piena di erotismo come nel brano “Ancora, ancora, ancora”, con animo superiore in “Se telefonando”, divertita e festante ne “La Banda”.</p>
<p>Manca dalle scene dal 1978, quando tenne l’ultimo concerto pubblico. Da allora solo pubblicazioni di album, tanti duetti e molti interventi scritti sui giornali. Ma apparizioni no, neanche l’ombra. Ci provò Renato Zero qualche anno fa nel suo programma a travestirsi da Mina e con un abile fotomontaggio a portarla in tv, qualcuno per un attimo c’è cascato.</p>
<p>Esordisce nel 1958 ed è subito successo. Appena un anno dopo con “Tintarella di luna”, raggiunge il primo posto nelle hit parade, nel 1960 esce “Il cielo in una stanza”, brano scritto da Gino Paoli che in seguito diventa un LP: il più venduto dell’anno. Molte sono le sue apparizioni in programmi tv, in cui si esibisce ed è subito un plebiscito di applausi. Partecipa anche al Festival di Sanremo, non vince ma è sempre tripudio.</p>
<p>Ma nel 1962 accade qualcosa: Mina conosce Corrado Pani, uomo sposato, che però si era lasciato da tempo con la moglie (allora non esisteva il divorzio), inizia con Pani una relazione che porterà alla nascita del figlio di Mina, Massimiliano Pani. Questo scandalizza tutti. Un figlio “illegale” di un personaggio amato e icona del tempo nell’Italia perbenista. L’opinione pubblica massacra Mina. Sparisce per un po’ dalla tv per poi farvi ritorno, regalando altre emozioni. Non si esime però da alcuni comportamenti fuori dal comune, si fa coinvolgere in storie sentimentali, che se dovessero accadere oggi non diremmo nulla, ma qualche decennio fa si gridava facilmente allo scandalo.</p>
<p>Resiste sulle scene fino al 1978 quando, dopo averlo annunciato, le abbandona definitivamente. In mezzo un’ infinità di successi come “Parole parole”, “Grande, grande, grande”, “Insieme”, solo per citarne alcuni. Nonostante la lontananza dai palcoscenici, negli anni ’80 e ’90 Mina continua a pubblicare album, con la media di un doppio cd ogni anno. Si adagia così alla routine e questo un po’ danneggia l’immagine della Tigre. In molte produzioni, pur restando il grande valore artistico della sua voce, manca quel guizzo, quella malizia che l’ha resa celebre. Si concede molti duetti con i più grandi nome della musica italiana: Baglioni, Celentano, Cocciante, Tiziano Ferro, Renato Zero. Una volta uscita dalle scene ha sì raggiunto quella libertà che le pressioni mediatiche non le concedevano, ma ha perso gli stimoli e quel contatto diretto con il pubblico che ti trasmette l’adrenalina giusta per continuare a stupire.</p>
<p>Però a volte il proprio benessere non ha prezzo e lei è riuscita a raggiungerlo dopo essere stata popolare, perché la visibilità rende popolari, ma l’invisibilità rende divini. Nonostante le sue nuove produzioni, resta in tutti il ricordo di quella Mina anni ‘70 che davvero tanto ha saputo dare non solo al panorama musicale, ma anche ha saputo contribuire a una svolta sociale. In una società chiusa e ferma a rigide regole di inizio secolo, Mina ha portato con il suo personaggio un nuovo modo di essere e di porsi. Ribelle a certi schemi, basti pensare alle vicende legate al suo primo compagno Pani oppure all’improvviso matrimonio con il giornalista Virgilio Crocco, consumato in abbigliamento casual, si direbbe oggi.</p>
<p>E’ vero, cara Tigre, sei tu “grande, grande, grande”!</p>
<p align="right"><strong>Francesco Frattarelli</strong></p>
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		<title>febbraio: mese sottozero anche per la tv</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 14:29:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Febbraio: mese sottozero anche per la tv Il gelido febbraio è ormai alle spalle, le nostre menti e le speranze si rivolgono alla prossima stagione calda: con l’auspicio che questa sia piena di dolci sorprese. Il termometro in questo mese ha spesso toccato lo zero, ma non è stato l’unico, anche la nostra tv – [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Febbraio: mese sottozero anche per la tv</strong><strong></strong></p>
<p><a><img class="alignnone size-full wp-image-825" title="sanremo2_555x150" src="http://www.domenicaroma.it/wp-content/uploads/2010/03/sanremo2_555x150.jpg" alt="sanremo2_555x150" width="555" height="150" /></a></p>
<p>Il gelido febbraio è ormai alle spalle, le nostre menti e le speranze si rivolgono alla prossima stagione calda: con l’auspicio che questa sia piena di dolci sorprese. Il termometro in questo mese ha spesso toccato lo zero, ma non è stato l’unico, anche la nostra tv – prendendo in considerazione le principali emittenti Rai e Mediaset – non è stata da meno. Tralasciando il carnevale, due sono stati gli eventi che per giorni sono stati argomenti principali di approfonditi dibattiti: San Valentino  e Sanremo.</p>
<p>La commercialissima festa del 14 febbraio ha visto dipanarsi dibattiti sull’amore di ogni genere o sorta: alcuni melensi, altri toccanti. Su Canale5 il pomeriggio è diretto dall’arrembante Barbara D’Urso, che ha come ospite principe uno che di amore se ne intende e la sa lunga: Alessandro Cecchi Paone. Il noto conduttore televisivo sullo sgabello di Domenica5 snocciola e ripercorre con minuzia di particolari la propria vita, evidenziando tutte le arcinote vicende e vicissitudini amorose che l’hanno segnata. Ma fermarsi a un semplice racconto autobiografico non sarebbe stato sufficiente e allora ecco che l’ex conduttore di Rete4, per farsi ricordare, rivolge un appello ai suoi <em>colleghi</em> del mondo dello spettacolo “perché facciano outing sulla loro omosessualità”. Ma solo questo non basta; allora la  D’Urso gli chiede di fare dei nomi e, come è giusto che sia, per spararla grossa serve gente conosciuta e apprezzata. Chiama così in causa due grandi artisti: Renato Zero e Tiziano Ferro. Il primo lo sminuisce affermando che “per tutta la vita ha fatto soldi e fortuna mettendosi le piume e sculettando”.</p>
<p>Milioni di dischi venduti, stadi pieni, canzoni che parlano di amore vero, di sofferenza, di abbandono, canzoni che sono inni alla vita, tutto il suo patrimonio artistico depauperato in attimo da una persona che fino a qualche attimo prima aveva la parvenza di essere intelligente. Si rivolge poi a Tiziano Ferro: “visto che ti nascondi a Londra, vieni qui in Italia e raccontaci la verità”. Cecchi Paone, uomo che per lungo tempo si è dedicato alla ricerca e divulgazione scientifica, basa questa ‘verità’ facendo riferimento a siti e blog che trattano di gossip. Ma il consenso l’artista di Latina lo ha ottenuto attraverso la sua musica, le sue parole e la sua arte e non ha certo bisogno di un salottino in tv. Per evitare una querela conclude “sono semplici richieste di chiarimento, non sto mica dicendo che sono omosessuali”. Ai posteri l’ardua sentenza.</p>
<p><strong>Capitolo Sanremo</strong>.“Il prossimo anno partecipo anche io”: è la frase che tutti, dalla modesta casalinga al cantante a-tempo-perso sotto la doccia, hanno pensato dopo aver visto i primi due classificati di Sanremo. Valerio Scanu e il trio Pupo-Filiberto-Canonici hanno occupato le prime posizioni del podio non senza accese polemiche. Il vincitore di quest’edizione proviene dal programma di “Amici” e deve questo successo alla popolarità e ai consensi conseguiti durante il talent-show. Il profondissimo testo della sua canzone ci fa capire che l’esibizionismo estremo può essere un valore: si può fare l’amore “in tutti i modi, in tutti i luoghi, in tutti i laghi, in tutto il mondo”, per giunta nudi e in pieno inverno! De gustibus…  Sul trio delle ‘meraviglie’ tanto si è detto, forse proprio per merito delle mille polemiche hanno avuto questo fortunoso percorso: eliminati la prima serata, ripescati e per chiudere un bel secondo posto. Il testo della canzone vorrebbe essere una dichiarazione d’amore all’Italia scritta da Emanuele Filiberto, anche se sembra composta da un capoclasse di una qualsiasi scuola materna, e in alcuni versi l’autore dice “ io credo nelle tradizioni di un popolo che non si arrende, e soffro le preoccupazioni, di chi possiede poco o niente” poi continua <em>“Io credo ancora nel rispetto, nell’onesta di un ideale. Nel sogno chiuso in un cassetto, e in un paese più normale”</em>. Niente male per uno che qualche mese prima aveva chiesto 260 milioni di euro di risarcimento a questo popolo poveraccio e a questa nazione disgraziata che, però, tanto ama. Ci si chiede chi dovrebbe iniziare a essere più normale. Come sottotitolo l’evento ha ancora “Festival della canzone italiana”, deprimente se si pensa alla maggior parte degli artisti in gara, allora sì che viene da pensare che la musica italiana sia finita. Per fortuna che non è così, i grandi artisti in Italia ci sono e sanno farci emozionare e alcuni vengono anche denigrati da Cecchi Paone. Anche in questo festival non sono mancati, ma, come spesso accade negli ultimi tempi, si valorizza solo chi sa fare spettacolo e creare audience piuttosto che chi ha un buon testo e sa fare il cantante. A presentare il tutto una buona Antonella Clerici, che fa qualche gaffe, ma è tutto nella norma, si destreggia bene con i ritmi, un po’ lenti, del festival. Altra nota controversa è stata la partecipazione di Antonio Cassano durante la prima serata, nulla da togliere al talento di Bari vecchia, sicuramente un fenomeno su palcoscenici calcistica, un po’ meno su quelli artistici: per un lauto compenso (si parla di 150 mila euro &#8211; fonte dagospia.com), l’abbiamo visto tradurre frasi dall’italiano al pugliese, è parso esagerato. Le altre serate sono state abbastanza soporifere: qualche ospite incuriosisce, qualcun altro annoia, gli ascolti però reggono: una media di 10 milioni. Forse i telespettatori dopo i primi 10 minuti si addormentano e nel sonno risulta difficile spegnere o cambiare canale. Il festival di Sanremo fa parte della storia della televisione italiana, ma è un evento che dall’esordio, negli anni ’50, ha cambiato poco. Nonostante i mille sforzi di autori, presentatori e la bravura di qualche artista ha un ritmo troppo lento e un format che inizia a risultare obsoleto. Resta in vita per i compensi che ogni anno percepisce chi vi partecipa e per le passerelle che i vip nostrani possono fare sul palco dell’Ariston o sul red carpet fuori dal teatro. Tutto finirebbe con una bella operazione trasparenza sui guadagni, così magari quegli italiani che hanno voglia e solerzia di protestare, spostano le loro manifestazioni da piazza Montecitorio a viale Mazzini.</p>
<p align="right"><strong>Francesco Frattarelli</strong></p>
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		<title>buon compleanno antonella</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 11:53:51 +0000</pubDate>
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<p><strong>BUON COMPLEANNO ANTONELLA!</strong></p>
<p>E’ stato un compleanno da prima pagina quello dell’attrice conduttrice tv Antonella Salvucci dato che a fare gli onori di casa è stata la giornalista del TG1 Cinzia Fiorato, insieme al maestro Angelo Martini che ha condotto portando con sé sul palco una schiera di cantautori prossimi a Sanremo.</p>
<p>Una grande festa-spettacolo che ha coinvolto giovani cantanti,  attori, band e gruppi sulla breccia proprio come gli amatissimi “lost” capitanati da Walter Fontana.</p>
<p>Un’occasione speciale per dare una vetrina prestigiosa sul palco del Gilda, a due passi da piazza di Spagna, a tanti talenti italiani che hanno omaggiato ognuno con la sua arte e con brani inediti il compleanno di Antonella, attualmente impegnata alla conduzione su RAIDUE notte del nuovo format tv “NEW STARS” per la valorizzazione degli artisti di domani.</p>
<p>Una girandola di amici, personaggi e volti noti, dal jazzista Lino Patruno, reduce dal successo dell’ultima puntata de”I MIGLIORI ANNI”, Romolo Biondi, produttore del primo film da regista di Stefania Sandrelli, Valter D’Errico produttore del film “5” di prossima uscita, Davide Orecchio, Jessica dei Gazosa e Mauro Crisari, direttore editoriale del magazine Domenica Roma e tanti altri che hanno accompagnato la festeggiata al momento clou sul palco con la consegna dei fiori da parte dell’attore Manolo Christian Abbondati e di un premio alla cultura per i tanti festival di cinema condotti in tutta Italia e all’estero.</p>
<div id="attachment_718" class="wp-caption alignnone" style="width: 565px"><img class="size-full wp-image-718" title="2gossip 555x150" src="http://www.domenicaroma.it/wp-content/uploads/2010/02/2gossip-555x150.jpg" alt="buon compleanno antonella" width="555" height="150" /><p class="wp-caption-text">buon compleanno antonella</p></div>
<p>Ad unirsi al brindisi e alla torta, con la scritta “Antonella sei la nostra nuova stella” come richiamo al titolo della trasmissione dalla stessa condotta, c’erano anche il regista RAI Antonio Fugazzotto e Alfredo Peyretti, regista della miniserie “Moana” con protagonista Violante Placido e la nostra Antonella Salvucci nel ruolo della provocatoria Ramba.</p>
<p>Tra commozione e applausi nell’euforia dei festeggiamenti per il compleanno e per il bel momento professionale nella doppia veste di conduttrice e attrice vissuto dalla nostra protagonista, gli ospiti si sono trattenuti a ballare fino all’alba.</p>
<p>Meravigliosi gli abiti di GAI MATTIOLO indossati dalla stessa Salvucci che hanno dato un ulteriore tocco di fascino alla festeggiata, se mai ce ne fosse stato bisogno.</p>
<p align="right"><strong>Massimo DOXA</strong></p>
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